Ci sono richieste per attivare impianti eolici per la produzione di energia nel territorio comunale, con i progetti denominati Gubbio Nord (9 pale), Gubbio Sud (5 pale), La Contessa (8 pale) e Monteleto, a oggi archiviata. Un totale di 22 pale eoliche dell’altezza di 200 metri ciascuna, distribuite sui crinali.
La Giunta Fiorucci, dando anche seguito alla posizione del consiglio comunale che ha espresso contrarietà agli impianti impattanti al di là di quanto previsto dalle normative europee e nazionali oltre che dal vigente piano regolatore generale che favorisce questo tipo di insediamenti, ha approvato la delibera che avvia uno studio di fattibilità finalizzato alla dichiarazione di “notevole interesse pubblico” della corona collinare che circonda la conca eugubina.
La mossa era stata annunciata con una spesa prospettata di 50mila euro. È stato dato mandato al settore territorio e ambiente del Comune di avviare lo studio, anche con il supporto di professionisti esterni specializzati, e di avviare i confronti con Regione Umbria, Provincia di Perugia e ministero competente. L’obiettivo è verificare la possibilità di ottenere una tutela paesaggistica rafforzata per l’area che delimita il bacino naturale all’interno del quale sorge Gubbio.
Nell’atto della Giunta Fiorucci si legge che il territorio è interessato da «numerose istanze per l’installazione di impianti eolici» e queste proposte progettuali, attualmente all’esame del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, hanno spinto a valutare nuovi strumenti di tutela. La delibera sottolinea che il paesaggio eugubino rappresenta “un valore identitario imprescindibile per la comunità» e richiama la necessità di preservare «l’integrità visiva e strutturale rispetto a interventi di forte manomissione”.
Per il Comune, le attuali tutele urbanistiche non sarebbero sufficienti a garantire una protezione adeguata dei crinali che delimitano la conca. Perciò viene indicata come necessaria l’individuazione di un’area di notevole interesse pubblico da sottoporre a vincolo paesaggistico ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio, perché “l’eventuale approvazione dei progetti eolici comporterebbe il rischio concreto di una compromissione irreversibile dei valori storici, culturali e percettivi del paesaggio, vanificando l’efficacia stessa delle tutele future”.







































ok non le facciamo, quindi torniamo al lumino ad olio, poi in casa pretendete condizionatori lavatrici ecc…
La botte piena e la moglie ubriaca…….
l’ alternativa é quella di rinunciare all’ indipendenza energetica e rivolgersi agli altri col cappello in mano.
Scegliete voi !!!
Rassegniamoci, l’ indipendenza energetica sarà irraggiungibile se continueremo a dire sempre no a qualunque iniziativa. Ci hanno indotto a votare no al referendum sul nucleare, non lamentiamoci ora del caro bollette. Assurdo il paragone con la Spagna che ha una densità di popolazione molto bassa per cui, specialmente nella parte centrale del paese, dispone di vastissime aree disabitate dove ha potuto installare tutti i parchi eolici e fotovoltaici di cui aveva bisogno.
I tre commenti precedenti hanno chiarito con parole semplici la situazione energetica nel nostro paese, vogliamo energia sufficiente a basso costo ma prodotta in altre nazioni.
Bisogna chiedere all’ esercito del no se le altre nazioni sono dei fessi.
Le Aree idonee devono essere definite dalle Regioni…. STOP…
Non è ammissibile che lo sfregio all’ambiente, determinato e voluto dalle Mafie dell’ eolico, venga deciso in maniera impropria e scellerata da pochi pirati senza scrupoli.
il ministro pichetto fratini poi guarda solamente in una direzione…. escludendo ogni coinvolgimento del suo Friuli Venezia Giulia, ed Alto Adige, del forte vento tra Ischia e capri, e delle opportunità che darebbe Messina con il forte vento sullo stretto, finanche Trieste con la sua bora..!!!
in questa Italia malfatta, vennero stabilite, già dal dopoguerra, delle zone/aree cosiddette di “sacrificio” dove tutto è stato riversato e convogliato: zone militari, aree per lo scarico di derivati chimici, ecc…ecc…
in conclusione gni Regione italiana dovrebbe produrre per il proprio fabbisogno interno stabilendo le aree preposte (idonee) e di conseguenza SALVARE il proprio Ambiente ed il proprio Paesaggio!!!!
Picchetti Fratin dimettiti
magari potremo ancora andare a gas o con il nucleare. sempre che non ci facciamo dire da qualcun altro quello che dobbiamo fare