Il rinvio del Carnevale dei Ragazzi ha sollevato un vespaio di polemiche politiche.
Ha cominciato la coalizione civica che ha avuto Rocco Girlanda:
Luigi Girlanda – Consigliere comunale, Rinascimento Eugubino
Rocco Girlanda – Consigliere comunale, La Città che Meritiamo
Diego Guerrini – Consigliere comunale, Gubbio Democratica
Quanto accaduto nella giornata di ieri, domenica 15 febbraio, rappresenta l’ennesimo e forse il più emblematico episodio di una gestione amministrativa che ha superato ogni limite di tollerabilità. Il Carnevale dei Ragazzi, uno degli appuntamenti più attesi dalle famiglie eugubine, non si è svolto. Non per maltempo – come si è tentato miseramente di far credere – ma perché il sindaco Fiorucci avrebbe dimenticato di dare disposizioni affinché venissero richiesti i permessi necessari al transito dei carri allegorici nel centro storico. Un atto elementare, un dovere basilare di chi amministra una città. Il risultato di questa incapacità è sotto gli occhi di tutti: Corso Garibaldi deserto in una domenica che avrebbe dovuto essere di festa. Niente sfilata dei carri, niente mercatino dell’antiquariato – già spostato per fare spazio al Carnevale –, niente di niente. Solo il vuoto, il silenzio e le lacrime dei bambini che avevano lavorato settimane con le loro scuole e le loro famiglie per preparare maschere e costumi. Solo la delusione di insegnanti, genitori e volontari che avevano investito tempo, energie e denaro in un appuntamento che questa amministrazione ha cancellato con la propria negligenza. E a rendere il tutto ancora più grave è la vigliaccheria politica con cui si è gestita la vicenda: nessun assessore, nessun membro della Giunta ha avuto il coraggio di metterci la faccia. Il rinvio è stato comunicato da un funzionario comunale, mentre il sindaco scaricava le responsabilità sulla polizia municipale, tirando in ballo fantomatiche circolari ministeriali e prefettizie che nulla hanno a che vedere con un evento carnevalesco che si svolge regolarmente in ogni centro d’Italia. Questo non è un incidente. È il sintomo terminale di un’amministrazione che non è in grado di governare. Una giunta che non riesce neppure a organizzare una sfilata di Carnevale non può pretendere di guidare una città come Gubbio. Chiediamo pertanto le dimissioni immediate del sindaco Vittorio Fiorucci. Gubbio non può restare ostaggio di un’amministrazione che ha trasformato ogni aspetto della vita cittadina in un’emergenza permanente. Ma ci rivolgiamo anche, con franchezza, a quella parte della maggioranza che sappiamo essere consapevole della gravità della situazione. Lo sappiamo perché sono loro stessi, come dimostrano le riunioni d’urgenza richieste, a non poterne più. A loro diciamo: abbiate il coraggio di trarre le conseguenze. Comprendiamo il timore di essere giudicati dagli eugubini come corresponsabili di questo disastro. Ma gli eugubini non vi assolveranno se li condannerete ad altri mesi, forse anni, di questa follia. La vostra responsabilità non si misura su come è iniziata questa avventura, ma su come sceglierete di porvi fine. Ogni giorno di ritardo è un giorno in cui il danno si aggrava e la vostra complicità si consolida. Gubbio è in stato di emergenza amministrativa. Si sta giocando con il futuro di questa città, con la sua dignità, con la fiducia dei suoi cittadini. È ora di dire basta.
Ha fatto seguito l’intervento dei LeD (Liberi e Democratici):
Il rinvio del Carnevale dei Ragazzi non è il frutto di un eccesso di prudenza, ma la dimostrazione plastica dell’incapacità dell’Amministrazione comunale di gestire anche le attività più semplici e consolidate della vita cittadina. Parliamo di una manifestazione storica, programmata da mesi, con un percorso noto, ripetuto e collaudato da decenni. Un evento che dovrebbe rientrare nella normale amministrazione di qualsiasi Comune e che invece, a Gubbio, si è rivelato ingestibile. Un fatto che dice molto più di mille comunicati: questa Amministrazione non governa, subisce. Non coordina, rincorre. Non presidia i processi, li delega interamente ad altri e interviene solo quando ormai è troppo tardi (vedi dimensionamento scolastico!). Il comunicato del Comune di Gubbio prova a presentare quanto accaduto come una circostanza improvvisa. Ma è proprio questo l’aspetto più grave: come è possibile che criticità tecniche considerate oggi decisive emergano solo a poche ore dall’inizio della manifestazione? Dov’era il Comune nei mesi precedenti? Dov’era nella fase istruttoria, nei passaggi di verifica, nel coordinamento tra uffici, organizzatori e forze competenti? Se davvero mancavano elementi fondamentali, l’autorizzazione non doveva essere concessa. Se invece l’autorizzazione è stata rilasciata, significa che il Comune non ha svolto adeguatamente il proprio ruolo di controllo e garanzia. In entrambi i casi, la responsabilità è tutta politica e ricade interamente sull’Amministrazione. Colpisce, inoltre, l’idea di un Comune che dichiara apertamente di non essere in grado di garantire nemmeno gli impegni minimi che gli competono: sicurezza, coordinamento, chiarezza delle procedure, tempi certi. Un evento semplice, tradizionale, senza elementi di straordinarietà, viene descritto come se fosse un problema ingestibile, affidato totalmente ad altri e sottratto a qualsiasi capacità di direzione pubblica. Per il Sindaco è sempre colpa di qualcun’altro, dell’amministrazione precedente, della Regione, del meteo, dei pareri tecnici e le scuse si sommano imbarazzanti di volta in volta. La sicurezza non è una foglia di fico dietro cui nascondere ritardi, disorganizzazione e assenza di governo. È un dovere che si esercita con programmazione, responsabilità e presenza costante, non con decisioni assunte all’ultimo minuto che scaricano le conseguenze su volontari, famiglie, bambini e sull’intera comunità. Il Carnevale dei Ragazzi è un patrimonio della città, non un fastidio amministrativo da gestire in emergenza. Il danno prodotto non è solo organizzativo: è un danno di fiducia. E quando un’Amministrazione dimostra di non saper gestire neppure l’ordinario, diventa legittimo chiedersi come possa affrontare le sfide ben più complesse che attendono Gubbio.




































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