L’Università dei Muratori Scalpellini ed Arti Congeneri di Gubbio ha riunito ieri sera (venerdì 5 settembre) il proprio consiglio, come annunciato da vivogubbio.com, e ha diffuso poco fa (sabato 6 settembre) un documento che prende di mira la coalizione del sindaco Vittorio Fiorucci (che in una nota è andata in soccorso politico dello stesso sindaco e dell’assessore Spartaco Capannelli travolti dalle polemiche), con il quale “intende manifestare il proprio dissenso rispetto ad alcune affermazioni contenute nel comunicato diffuso dai Gruppi Consiliari di Maggioranza riguardante il progetto di riqualificazione degli Arconi di via Baldassini. È doveroso ricordare che gli Arconi, così come oggi vengono percepiti e vissuti, non sono frutto di un progetto istituzionale recente, bensì della volontà e dell’impegno concreto della nostra Università, che nel 1993 prese in consegna locali allora ridotti a magazzino di netturbini, infestati da piccioni e ricoperti di guano, restituendoli, con forze, sacrifici e risorse proprie, alla comunità cittadina. Da quella trasformazione è nato un luogo che negli anni si è affermato come spazio di aggregazione sociale, come anima viva della tradizione eugubina e simbolo stesso dell’identità cittadina. Alla luce di ciò, non possiamo ritenere accettabile un progetto che preveda la sostituzione della cucina fissa, frutto di investimenti e anni di utilizzo, con una cucina mobile a induzione funzionalmente inadeguata e instabile, destinata a servire una caffetteria permanente. Riteniamo paradossale che venga addirittura dichiarato che questa soluzione temporanea possa risultare più efficiente della cucina attuale: ciò è tecnicamente insostenibile e, come confermato anche da figure professionali esperte, non risponde in alcun modo alle reali necessità organizzative legate alle attività conviviali e tradizionali che da sempre caratterizzano questi spazi, in particolare quelle connesse alla Festa dei Ceri. Nel vostro comunicato, si continua ad insinuare che siamo contrari al restauro e al miglioramento degli Arconi, in realtà sono anni che chiediamo di intervenire. Forse sarebbe stato il caso di formulare un progetto di riqualificazione ambientale delle sale e conseguente restauro del palazzo dei Consoli che versa in condizioni ridicole, come da voi riportato giustamente essere il complesso monumentale più pregevole del mondo, senza dover privare una comunità intera di uno spazio divenuto insostituibile. La nostra posizione non è di sterile contrapposizione, ma di difesa di una storia: gli Arconi non sono semplicemente un contenitore museale, ma un luogo vivo, costruito dalla comunità e per la comunità. Ogni ipotesi che ne snaturi la funzione originaria e consolidata rappresenterebbe un passo indietro, non un progresso. Confidiamo quindi che tale voce, che nasce da chi quegli spazi li ha rigenerati e custoditi per oltre trent’anni, venga ascoltata con rispetto e attenzione”.
Caso Arconi, l’Università dei Muratori sconfessa la maggioranza di Fiorucci sulla caffetteria permanente e l’uso delle sale








































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