Caso Arconi, Spartaco Capannelli si gioca l’assessorato: è stato lui a voler realizzare il discusso progetto di Stirati

L'assessore Spartaco Capannelli

Nella storia del progetto degli Arconi con la famosa caffetteria inglobata nel discorso del museo degli Antichi Umbri gioca un ruolo determinante l’architetto Spartaco Capannelli, assessore ai Lavori Pubblici.

Quel progetto di ristrutturazione e riqualificazione degli Arconi, fortemente voluto da Filippo Mario Stirati, poteva essere fermato perché si era messa di traverso la Soprintendenza, anche per i rapporti poco idilliaci tra lo stesso professore e l’organismo di tutela architettonico-paesaggistica sfociati in critiche feroci in un convegno al quale erano presenti alti dirigenti.

Capannelli, forte dei rapporti interpersonali maturati nei lunghi anni di professione come funzionario della Soprintendenza umbra, ha lavorato per sbloccare il parere che è stato favorevole con dei compromessi per salvaguardare la caffetteria e la cucina (misteri italiani come si possano conciliare una caffetteria con un “ristorante”).

Ora che tutto si è complicato, in difficoltà è proprio Capannelli che rischia di rimetterci la credibilità e la faccia, al punto da paventare le dimissioni se la Giunta Fiorucci – sull’onda delle proteste e polemiche aperte dall’Università dei Muratori con un forte seguito tra associazione Maggio Eugubino e Famiglie ceraiole – dovesse tornare indietro e rimettere tutto in discussione. La posta in palio è altissima.

Si sa che quando ci sono di mezzo i Ceri e i banchetti la faccenda si fa complicata e la politica rischia di uscirne con le osse rotta, ecco perché Fiorucci medita il dietrofront, mentre Capannelli punta tutto sull’offerta di uno spazio alternativo (centro servizi Santo Spirito) da far gestire all’Università dei Muratori e a quanti vorranno organizzare feste e banchetti.

Il progetto culturale di Stirati in realtà è l’ennesimo contenitore riempito di cose e poi prevedibilmente lasciato a sé stesso perché non ci sono i soldi per mantenerlo, come succede già per altri musei, vedi quello della Civiltà Contadina a Cipolleto.