I social sul caso Fabio Sebastiani sono diventati un campo di battaglia. Al centro c’è il segretario del circolo Lenin di Gubbio del Partito Comunista Italiano e “rettore-preside” della fantomatica “scuola Radicchi” che fa corpo unico nella sede di via Sacci 2/C. Ormai è scontro durissimo contro Sebastiani che sembra aver perso la testa usando anche espressioni volgari e offensive.
Gli ormai ex “compagni” l’attaccano pesantemente, con post dai contenuti che aprono scenari da verificare considerate le innumerevoli “segnalazioni” a vari livelli sulle attività del partito-“scuola”.
Si parla sui social di “credibilità esterna persa” e di “sezione illegale finanziata non si sa come”, fino a evocare lo “spirito” di Lenin che, scrivono, “si farà il segno della croce” (una provocazione gigantesca nella contraddizione in termini nell’ateismo imperante).
Si parla anche di “segretario impunito” (non si entra nel dettaglio) e di una “sezione autogestita”, facendo anche riferimento non esplicito al suo braccio destro Stella Barilari che condivide con Sebastiani in prima linea questa operazione partito-“scuola”.
La vicenda sale di tono e apre situazioni dai lati verosimilmente molto oscuri, sicuramente da approfondire, ricordando che attorno ruota l’associazione 21 Gennaio beneficiaria di finanziamenti pubblici elargiti dalla Giunta Stirati prima e poi dalla Giunta Fiorucci.







































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