Caso Sebastiani, insulti e minacce. Altro che scuola

Fabio Senastiani

Saranno ignari i frequentatori più o meno assidui di via Saffi al civico 2/C? Quello che succedendo attorno a Fabio Sebastiani, segretario della sezione “Lenin” del Partito Comunista Italiano e “rettore-preside” della famigerata “scuola Radicchi”, assume toni sempre più accesi nello scontro sui social che si sta facendo sempre più duro.

Sebastiani ha lanciato un sibillino “I piagnistei dei traditori commuovono fino a un certo punto”. La guerra interna sta degenerando e affiorano insulti e minacce. Ci sono messaggi pesanti e altri sarebbero stati cancellati, mentre il dossier con le segnalazioni s’infittisce con al centro la figura di Sebastiani.

Non si escludono verifiche a tutto tondo per capire fino in fondo come stanno le cose nella miscela, peraltro esplosiva stando al confronto dialettico sui social, tra politica e attività dell’associazione che ormai da anni riceve soldi dal Comune che destina risorse economiche a una realtà divisa tra l’organizzazione di alcune cose e l’attivismo politico condividendo la sede tra la cosiddetta “scuola” e la sede del partito con tanto di simbolo.

I rapporti interni sono saltati con raffiche di accuse, sospetti e parole pesantissime.