Caso Sebastiani: l’ex assessore Simona Minelli corre in soccorso del segretario Pci e “rettore” della famigerata “scuola Radicchi”. Lui parla di stampa e mostre

Fabio Senastiani

Nel dibattito che si è scatenato sui social contro Fabio Sebastiani, segretario della sezione “Lenin” del Partito Comunista e al contempo “rettore-preside” della fantomatica “scuola Radicchi”, scaricato dai suoi ormai ex compagni di partito e d’avventura, s’inserisce di forza l’ex assessore Simona Minelli che con la Giunta Stirati ha “elargito” soldi pubblici per l’attività dell’associazione che opera in via Saffi 2/C nella stessa del partito con tanto di simbolo esposto in vetrina (ci sono segnalazioni a vari livelli), nella modalità ripresa anche dalla Giunta Fiorucci.

L’ex assessore Simona Minelli, oggi consigliere comunale di minoranza dopo aver contribuito in modo determinante alla disfatta politica della sinistra eugubina che dopo 78 anni di potere ininterrotto ha ceduto il potere alla pseudo-destra di Fiorucci, fa sapere di aver visto l’organizzazione di Sebastiani “nascere e crescere in un ruolo che mi ha fatta restare fuori a guardarla sbocciare come un germe prezioso. Questo mi permette adesso di avere il giusto distacco per dirvi di non cedere a queste divisioni, di continuare a praticare, in primis tra di voi, quella pace che ogni domenica ci avete insegnato a praticare ormai da mesi. Troverete il modo di risolvere le questioni burocratiche e continuare a praticare un’ormai fondamentale esercizio di cittadinanza attiva sociale preziosa per tutta la comunità”.

L’ex assessore si lancia anche in una citazione latina: “Per dirla con i latini, la frase che ho letto ogni giorno entrando a scuola al liceo concordia parvae res crescunt, discordia maximae dilabuntur”. Fino a chiudere con un più ruspante “Daje!”.

Si evidenzia il forte legame tra l’ex assessore Simona Minelli e l’organizzazione messa in piedi da Fabio Sebastiani e al centro di segnalazioni e diatribe sempre più attenzionate.

Sebastiani, intanto, non risponde nel merito delle accuse pesantissime con la diatriba tutta interna al partito, all’associazione e alla famigerata “scuola”. Il segretario, anche “rettore-preside”, fa sapere che “sono dieci anni che esiste la scuola Luigi Radicchi” e si preoccupa degli articoli di stampa che ricostruiscono fatti, situazioni e segnalazioni (del resto chi gli suona la gran cassa ce l’ha: per completezza d’informazione è bene riportare ogni aspetto) preannunciando una mostra con gli articoli sgraditi. Non è dato sapere se avrà anche il patrocinio delle istituzioni che elargiscono contributi pubblici e di eventuali soggetti istituzionali destinatari di diverse “segnalazioni”. Sicuramente ricorda chi ha attaccato ripetutamente la stampa a fasi alterne, nei rapporti con giornalisti amici o nemici a seconda delle convenienze, per poi essere coinvolto in talune problematiche.