Ceri l’11 settembre, Stirati frena: “Non alimentiamo false illusioni”. Decide il prefetto

Se dipendesse solo dai ceraioli, l’edizione straordinaria della festa dei Ceri l’11 settembre si dovrà organizzare. Per non lasciar passare anche il 2021 senza le emozioni dopo la rinuncia di un anno fa. L’umore popolare va in questa direzione, seguendo le consultazioni nelle varie “manicchie” con i Capodieci Alessandro Nicchi di Sant’Ubaldo, Fabio Uccellani di San Giorgio e Andrea Tomassini di Sant’Antonio che tirano le fila.

Come la pensano i Capodieci è risaputo, nel dibattito complicato tra chi ha voglia di Ceri e chi invece ritiene che la festa sia soltanto il 15 maggio, come i Capitani Eric Nicchi e Paolo Procacci, o guarda già al 2022 convinto che a settembre non ci saranno le condizioni. Bisognerà fare i conti con le normative sulla pandemia e quelle generali sulla sicurezza, in capo al prefetto di Perugia, Armando Gradone.

Il sindaco Filippo Mario Stirati si ritrova tra due fuochi e attende gli eventi, soprattutto legati alle direttive del governo Draghi su assembramenti e distanziamento, vista la difficoltà a porre limitazioni alla festa, proponendosi di valutare nelle prossime settimane un quadro complessivo.

“La festa non ha padroni – dice Stirati -, nessuno può stabilire cosa fare e cosa no. Penso sia giusto mettermi a disposizione e in ascolto. Già lo scorso anno c’era stata qualche iniziativa, era un tema poco sentito e ho percepito che non sussistevano i sentimenti della città. Stavolta la situazione è diversa, è giusto che i Capodieci abbiano guidato questa verifica”.

Il dibattito è divisivo, sfociando anche sui social tra polemiche e veleni che preoccupano il sindaco: “Non si devono stabilire percentuali di voto ma un confronto sereno e rispettoso senza creare zizzania. Credo fortemente che tutte le argomentazioni siano valide e non debbano essere demonizzante”.

Stirati paventa il rischio vero della prospettiva settembrina: “Non si possono alimentare false illusioni. Se ci sarà ancora l’emergenza sul distanziamento, penso che il problema diventi insormontabile visto che tutti, a cominciare dai Capodieci, hanno ribadito che non si può immaginare una festa vincolata e limitata che ne snaturi la sostanza”.

Reagisce il sindaco alle accuse di aver scaricato ogni responsabilità sui Capodieci: “Mi sono sempre assunto ogni onere, nel 2018 e 2019 ho firmato un piano della sicurezza come unico responsabile. Le decisioni passeranno da governo, prefettura e questura che decideranno sapendo ciò che la città pensa. Ci sono molteplici manifestazioni oggi in stand-by, come il Palio di Siena che ha condizioni non peggiori delle nostre sul piano logistico e organizzativo. Ho già fatto presente al prefetto che si sta dibattendo. Non potremo temporeggiare, nelle prossime sett5imane dovrà essere presa una decisione”.