Chissà perché la Giunta Fiorucci sostiene e finanzia tutti gli eventi vecchi e nuovi della sinistra. Miss Italia l’eccezione perché era una “marchetta” politica

Palazzo Pretorio, sede del Comune di Gubbio

La torrida estate regala uno scenario di eventi su Gubbio che hanno una matrice condivisa: le manifestazioni vecchie e nuove sono tutte di sinistra e sorprende che a sostenerle e finanziarle sia un’Amministrazione Comunale con partiti di destra e che si era presentata agli elettori incarnando il cambiamento epocale.

Oltre a ricalcare le orme, anche le peggiori, della precedente Giunta Stirati come sull’urbanistica, lavori pubblici, la clamorosa vicenda degli ascensori pubblici e la società di proprietà Gubbio Cultura e Multiservizi, si vedono i cartelloni degli eventi e si registra dal 2024 in qua il peggior conservatorismo avendo ereditato le cose dalla sinistra e anche dall’estrema sinistra riproponendole, alla faccia del cambiamento.

Anche gli ospiti di questi eventi sono chiaramente ricondubili all’area della sinistra che da anni elargisce soldi ad artisti e ospiti più o meno di livello senza che si abbia uno straccio di visione alternativa.

Tutto il contrario, per esempio, di quanto avviene nelle vicine Marche dove l’area politica di riferimento cerca di proporre eventi con la plurità e non di una singola matrice e con l’ago della bilancia, per esempio, verso l’orientamento politico di governo che nel caso della Regione, per riportare un aspetto concreto, è di destra e lo fa vedere.

L’unico evento a Gubbio per così dire collegato alla destra è stato la tanto discussa finale regionale di Miss Italia che ha avuto scarsissimo rilievo mediatico. Ma in quel caso più che un fatto culturale (anche perché di culturale non ha proprio nulla e si sapeva che sarebbe stato un boomerang) si è trattato di una “marchetta” di natura politica per accontentare qualcuno in “amicizia”, chissà se per ripagarlo di aver sposato la causa e di farlo pressoché quotidianamente. La finale umbra di Miss Italia ha soprattutto provocato l’effetto di sollevare furibonde polemiche nei confrronti sopratutto dell’assessore Micaela Parlagreco, peraltro compagno di partito di chi era legato alla manifestazionw.

Non serve fare nomi e cognomi di organizzatori, organizzazioni e ospiti per capire il metodo che da lunghi anni sono collegati al sistema di potere politico che oggi la destra ha sostanzialmente confermato. Non è dato sapere se può entrarci qualcosa il fatto che l’assessore alla Cultura, Paola Salciarini, viene dai 5 Stelle, movimento notoriamente più incline verso sinistra.

Su un caso emblematico si può fare un riferimento specifico ed è il cosiddetto progetto Marozia, ovvero un laboratorio teatrale marcatamente di sinistra voluto con fondi del Comune dirottati a un’associazione con il risultato di eludere la scelta del professionista da coinvolgere, che il sodalizio di tramite ha potuto nominare senza alcuna selezione pubblica. La Giunta Stirati ha fimanziato nell’ultimo anno di amministrazione quel progetto per un triennio e la destra di Fiorucci l’ha confermato. Ora che il triennio si è concluso non è dato sapere se il progetto col marchio a fuoco della sinistra andrà avanti finanziato direttamente dalla destra che non ha voluto smantellarlo quando è subentrata.