Cinque anni fa la scomparsa del senatore Luciano Fabio Stirati: il ricordo del figlio Filippo Mario con l’immancabile travaso di bile

Il senatore Luciano Fabio Stirati con il figlio Filippo Mario

Cinque anni fa se n’è andato il senatore Luciano Fabio Stirati. Il figlio, professor Filippo Mario, sindaco di Gubbio dal 2014 al 2024, lo ha voluto ricordare sui social. Ne ha tracciato un eccellente profilo con l’impronta raccolta. A un certo punto, però è emerso il livore, la frustrazione e l’assoluta mancanza di stile – che in verità Filippo Mario Stirati ha sempre avuto fino all’ultimo periodo oscurantista pieno di errori del suo secondo mandato da sindaco – perché ha cominciato a lanciare strali in ordine sparso, compreso il riferimento alla stampa senza avere neppure il coraggio di fare i nomi. Chi sono, secondo il professor Filippo Mario Stirati, quelli che scrivono a pagamento e i servitori, i voltagabbana? Può dirlo per consentire repliche ai diretti interessati. Così ci faceva Orfeo Goracci e ogni tanto ci fa ancora. Ha la memoria corta l’ex sindaco Stirati, essendosi dimenticato di cosa ha rappresentato e fatto per lui Alessia Tasso, con la quale ha condiviso importanti appuntamenti della sfera personale dell’ex vicesindaco, comprese le sue nozze, fino a trattarla come la peggior nemica soltanto perché la scontitta elettorale gli è costata la candidatura per la Regione. Peccato aver chiuso una buona carriera politica (dopo l’ottima professionale) in questo modo.

“A cinque anni dalla sua scomparsa – scrive Filippo Mario Stirati sui social -, ricordo mio padre, il Senatore Luciano Fabio Stirati, con grande rimpianto. Oltre a donarmi il suo generoso affetto, mi è stato Maestro di Umanesimo non solo per gli insegnamenti indelebili dei classici, ma soprattutto per avermi formato ad alti valori etici e civili e a ideali politici improntati alla venerazione della costituzione repubblicana, all’impegno democratico, alla sete di giustizia sociale. Quello che più gli devo è il senso incrollabile della coerenza, alieno da ogni miserabile forma di opportunismo politico, quello dei tanti mediocri voltagabbana del nostro tempo e di ogni tempo. E soprattutto gli sono eternamente grato per l’idea di libertà, mai negoziabile a fronte del dilagante servilismo che ci circonda, degli innumerevoli che hanno a libro paga anche l’anima, sempre pronti a servire anche spontaneamente e, magari, a scrivere a pagamento! La migliore eredità paterna è questo spirito libero e autonomo che, nella vita pubblica, mi ha reso sempre indipendente e al servizio esclusivo dei miei cittadini”.