Città Futura con Leonardo Nafissi guarda al passato: è ora di lasciare spazio a Jacopo Cicci che dovrebbe fare il capogruppo

Leonardo Nafissi

Si chiama Città Futura ma ormai guarda al passato con Leonardo Nafissi, classe 1960, che ha consumato la sua “vendetta” politica personale facendo perdere Alessia Tasso, che nel 2019 gli aveva sbarrato la strada per il Consiglio Regionale dell’Umbria facendogli “perdere” di fatto uno stipendio mensile da circa 9.300 euro lordi, più benefit, contribuendo (soprattutto insieme a Filippo Mario Stirati) a consegnare Gubbio alla pseudo-destra di Vittorio Fiorucci, eletto in uno storico ballottaggio con Rocco Girlanda tutto da una parte.

Il movimento civico si è incartato su sé stesso, ben consapevole che senza uno scatto giovane, fresco e senza incrostazioni, lo scenario in prospettiva rischia di essere ancora divisivo. C’è invece Jacopo Cicci, con accanto la sorella Federica, che rappresenta il nuovo che avanza e dovrebbe essere la base per ripartire con un progetto diverso e unificante.

Non c’è da girarci attorno: Leonardo Nafissi rappresenta veramente il passato e viene da chiedersi cosa aspetti a lasciare campo libero Jacopo Cicci, il più votato tra i consiglieri comunali e con un ottimo risultato personale nella corsa elettorale per la Regione.

Non si capisce perché Nafissi non faccia un passo indietro, affidando all’ingegnere il ruolo di capogruppo consiliare, così da aprire il terreno al nuovo corso e anche alle prospettive di riunificazione della sinistra che in questo momento risente ancora del duello rusticano del 2024 quando Nafissi ha contrastato Tasso prendendosi la responsabilità di far perdere la sinistra a Gubbio dopo 78 anni di dominio incontrastato.

Ha unito Nafissi e Stirati, nella sconfitta, la disavventura alle elezioni regionali del 2019 quando per circa 300 voti ha perso il seggio e un ricco stipendio (naturalmente tutto lecito) e le ambizioni dell’ex sindaco che pensando di coagulare sulla sua candidatura tutto e il contrario di tutto, logorando Tasso e pensando solamente a come ottenere un posto in qualche lista e approdare in Consiglio Regionale.

La missione dell’uno nel 2019 e dell’altro nel 2024 è naufragata miseramente, per quanto tanto Nafissi quanto Stirati abbiano fatto dei conti ben diversi ma che non sono tornati.

Il professor Stirati ogni tanto esterna, sostenuto da quel che resta dei LeD, soprattutto con Simona Minelli in Consiglio Comunale, mostrando livore e frustrazione politica, mentre Nafissi si sente ancora un leader della sinistra alternativa frantumata dal risultato del 2024. Se Stirati si è ritirato in buon ordine, ecco che Nafissi continua a immaginare di poter tenere la scena presente e magari anche futura. Un altro errore politico e strategico, che oltretutto mortifica Gubbio rimasta in mezzo al guado tra una “finta” destra molto poltronara e pressoché inconcludente e una sinistra doppia faccia, prigioniera delle proprie contraddizioni restando l’un contro l’altra armata.

Qualcuno a Nafissi glielo dovrà pur dire in faccia (vivogubbio.com non se ne vergogna), visto che molti altri (anche della sua “parrocchia”) glielo dicono soprattutto dietro le spalle.