I politici, anche di primo pelo nel settore e in età avanzata, tendono in alcuni casi a rivelarsi permalosi e a cercare il modo per apparire ciò che non sono col finto buonismo di facciata. Questo in linea generale. Curioso che a distanza di qualche giorno da alcune notizie, fondatissime e argomentate, sul gruppo consiliare di Città Futura e il suo già candidato a sindaco Leonardo Nafissi, sia arrivato l’annuncio che l’associazione, involucro di facciata della lista civica e del movimento politico, ha rinnovato il proprio consiglio direttivo – viene scritto in una nota – attraverso “un confronto sereno, partecipato e condiviso, confermando la volontà di proseguire un percorso fondato sulla partecipazione, sul dialogo e sulla promozione della cittadinanza attiva”.
Il nuovo consiglio direttivo è composto da Claudia Menichetti, Giordano Bettelli, Giulia Fiorucci, Jacopo Cicci, Leonardo Nafissi, Maria Borsini, Sara Staffaroni, Federico Bianchi, Leonardo Fecchi e Giorgia Gaggiotti. Non è stato comunicato se l’ordine dei componenti, non alfabetico, sia casuale oppure determinato da una votazione.
“L’associazione Città Futura – viene evidenziato – continua a rappresentare uno spazio autonomo e indipendente dalla politica, impegnato nella promozione di occasioni di ascolto del territorio, informazione, approfondimento, confronto pubblico e partecipazione sui temi che riguardano Gubbio e il suo futuro. Allo stesso tempo, il gruppo politico Gubbio Città Futura continua a trarre valore e stimolo dal lavoro culturale, sociale e progettuale sviluppato all’interno dell’associazione, in un rapporto di reciproco arricchimento che ha caratterizzato questa esperienza fin dalla sua nascita. È proprio dentro questo percorso che, nel tempo, si sono avvicinate all’impegno civico e politico nuove energie, competenze ed esperienze diverse, contribuendo alla crescita di una proposta credibile e radicata per la città. Ed è grazie a questo modo di operare che i nostri consiglieri comunali, in maniera costante e proficua, possono portare in consiglio la voce e le sollecitazioni dei cittadini, continuando a lavorare fianco a fianco, uniti e sereni, nell’ottica di perseguire il bene comune, con spirito di servizio. Riteniamo inoltre importante sottolineare il contributo prezioso dei nostri alleati elettorali di Gubbio Partecipa che, pur non avendo rappresentanti in Consiglio Comunale, continuano a integrare e sostenere attivamente l’azione politica attraverso idee, proposte e partecipazione concreta alle attività del gruppo. Città Futura continuerà a lavorare con spirito unitario, mettendo al centro i temi della città, il coinvolgimento dei cittadini e la qualità delle proposte, evitando di alimentare polemiche personali che poco interessano alla comunità eugubina”.
Fin qui le pirotecniche argomentazioni, che in realtà appaiono come una specie di “scudo” per Leonardo Nafissi, classe 1960, “leader maximo” del sodalizio, che pur avendo nel gruppo consiliare i giovani Jacopo Cicci (il consigliere comunale più votato nel 2024) e Federica Cicci, continua a fare il dominus sebbene corresponsabile in primissima fila (con l’ex sindaco Filippo Mario Stirati e la già candidata sindaco Alessia Tasso che almeno hanno fatto un passo indietro: l’uno è sparito dalla circolazione, l’altra è realizzata nel suo percorso professionale) della disfatta della sinistra eugubina dopo 78 anni di potere incontrastato e di aver consegnato Gubbio a Vittorio Fiorucci e la pseudo destra.
Il ricambio generazionale parte dalla testa e non si nasconde dietro un frontman che fa finta di nulla dopo il terremoto politico cittadino del 2024 e che peraltro figura in un direttivo dove trova spazio anche chi è riciclato della politica avendo militato in altri partiti e liste civiche. Se Nafissi vuole davvero mandare un segnale di cambiamento, si assuma fino in fondo le proprie responsabilità politiche della batosta elettorale e lasci almeno il ruolo di capogruppo in Consiglio Comunale e uno dei due giovani che sono visti come due elementi dai quali la sinistra può riparire per riorganizzarsi, oltre che capaci di portare un po’ di freschezza nelle istituzioni che ne hanno tanto bisogno e non possono, per esempio, in linea generale, diventare un luogo in cui passare il tempo del pensionamento. Più che a trincerarsi dietro le “polemiche personali” sarebbe molto più utile prestare attenzione a non ingannare politicamente la comunità eugubina.








































L’articolo pone un tema reale, cioè quello del ricambio generazionale e della capacità della sinistra eugubina di rinnovarsi dopo la sconfitta del 2024. È una discussione legittima e probabilmente necessaria.
Detto questo, il tono utilizzato rischia di trasformare un’analisi politica in un attacco personale. Quando si usano espressioni come “leader maximo”, “frontman” o “passare il tempo del pensionamento”, il dibattito perde forza sul piano dei contenuti e si sposta sulle etichette.
Sarebbe più interessante capire nel merito quali idee, proposte o errori concreti vengano contestati a Nafissi e a Città Futura, invece di concentrarsi quasi esclusivamente sulle persone. Anche perché il rinnovamento non dipende solo dall’età anagrafica, ma dalla capacità di produrre visione politica, autocritica e coinvolgimento reale della città.
La politica locale avrebbe bisogno di meno tifoserie e più confronti seri sui temi di Gubbio.
L’obiettivo principale di tutti coloro che hanno ambizioni politiche (perché di ambizioni si tratta in quanto la favoletta della missione a beneficio della città e del senso e non è credibile) è la poltrona principale. Vale per tutti, nessuno escluso.
Che nella politica esistano ambizioni personali è evidente. Però ridurre tutto solo alla “poltrona” mi sembra una semplificazione.
Si possono criticare scelte, strategie e classi dirigenti senza arrivare a sostenere che ogni impegno pubblico sia automaticamente finto o interessato. Altrimenti il rischio è alimentare solo cinismo e sfiducia verso qualsiasi partecipazione politica.