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Club giovanili chiusi. Altra stretta sulla vitalità della città sempre più depressa

Un deserto, perfino oltre il coprifuoco. Si presenta così ogni sera Gubbio tra un giro di vite e l’altro che costituisce un duro colpo alla vitalità. La città è sempre più depressa e ci sono malumori sempre più diffusi, specialmente tra i giovani che si vedono ridotti ai minimi termini gli spazi di socialità. Il sindaco Filippo Mario Stirati ha rilanciato anche la chiusura dei club giovanili, presenti soprattutto nel centro storico. Il sindaco ha richiamato il Decreto della presidenza del consiglio dei ministri (Dpcm) firmato il 3 novembre scorso che dispone la chiusura di tutti i club privati, sui quali si è dibattuto molto negli ultimi tempi e nel caso di Gubbio frequentati soprattutto dai giovani. Nel decreto si legge che fino al 3 dicembre dovranno essere chiusi su tutto il territorio nazionale i centri culturali e socio-ricreativi, tra i quali le linee guida del Dpcm collocano anche i cosiddetti club. «Il nuovo Dpcm – sottolinea Stirati – parla chiaro visto che per effetto della normativa tutti i club diffusi in città, a prescindere dalla loro natura giuridica, devono rimanere chiusi». Il sindaco ha annunciato controlli e provvedimenti. La questione è diventata spinosa e divisiva perché attorno ai club cittadini è in corso un dibattito da tempo tra i giovani che rivendicano gli spazi, in una città che offre poche situazioni di svago, e le lamentele di chi denuncia situazioni spiacevoli tra schiamazzi notturni e comportamenti sguaiati. Ci sono pressioni continue sul sindaco per limitare la vitalità di questi club e adesso il Dpcm ha dato un durissimo colpo con le più disparate reazioni polemiche anche sui social.