La Giunta Fiorucci, con delibera numero 235 del 16 ottobre scorso, ha concesso in comodato d’uso gratuito dei locali del complesso monumentale di San Benedetto per utilizzo a magazzino-deposito alla parrocchia di San Martino, cui fa capo – esplicita l’atto di Giunta – la Diocesi di Gubbio.
Il Comune continua nella politica di stretto collegamento economico con la Diocesi, ricordando le vicende della Lumsa e la storia emersa nell’ultima seduta del Consiglio Comunale di due terreni vicini nell’area sud della città. Un terreno più piccolo classificato e di proprietà del Capitolo dei Canonici della Diocesi; un altro terreno di dimensioni nettamente superiori e agricolo di proprietà del Comune. L’Amministrazione Comunale di Vittorio Fiorucci – ha scritto vivogubbio.com l’8 ottobre scorso – ha annunciato nell’ultima seduta del Consiglio Comunale, con l’assessore alle Finanze Filippo Farneti, che si procederà a una permuta dei due terreni senza prevedere alcun conguaglio economico ma alla pari.
L’assessore Farneti ha precisato che non ci sono perizie e computi economici ufficiali sul reale valore dei terreni, ritenendo arbitrariamente che il valore sia praticamente lo stesso, sebbene i due terreni abbiano dimensioni molto diverse, perché quello del Capitolo dei Canonici è più piccolo ma classificato mentre quello del Comune è più grande ma agricolo.
Il consigliere comunale Rocco Girlanda ha fatto osservare, nel ricostruire la vicenda in un video sui social, che il Comune potrebbe in qualunque momento e in pochi minuti classificare quel terreno di proprietà ora agricolo e inutilizzato. Un’area classificata pubblica potrebbe essere magari per qualcosa di utile alla comunità. Invece è stata annunciata la decisione di una permuta alla pari con il Capitolo dei Canonici che fa sicuramente l’affare.
Non si escludono segnalazioni ed esposti agli organismi di controllo, alla magistratura ordinaria e contabile.
C’è già una questione aperta e complicata, sempre sul fronte economico, tra il Comune e la Diocesi, con in mezzo la Lumsa e la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, e riguarda il complesso dell’Ex Seminario ristrutturato e adattato per ospitare i corsi della Lumsa che avrebbe dovuto fare di Gubbio una sede distaccata. Questo progetto non è mai decollato e non si conoscono le determinazioni susseguenti rispetto al disimpegno dell’ateneo. Anche in questo caso c’è l’ombra di segnalazioni ed esposti.




































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