Comune, Babbo Natale passa in anticipo: soldi come pioggia, anche per chi è sotto processo

Palazzo Pretorio, sede del Comune di Gubbio

Più soldi per tutti. A palazzo Pretorio hanno aperto i cordoni natalizi della borsa con i regali anticipati di Babbo Natale per gli incentivi extra-stipendio. Girano le tabelle con gli importi e i benefici dei singoli dipendenti. Sono tabelle pubbliche, niente di segreto né di scandaloso quando le leggi lo consentono.

Sorprende la situazione in Comune dove ci sono situazioni imbarazzanti che ledono l’immagine dell’ente e vengono commentate tra ironia, sarcasmo e critiche.

Il Comune di Gubbio è interessato da vicende passate e recenti verso le quali gli amministratori e i dirigenti sembrano far finta di nulla.

Dipendenti alle prese con la giustizia che vengono trattati come quelli ligi al dovere e senza macchia, neanche il minimo sospetto.

C’è ancora un processo che coinvolge due dipendenti, Lucia Cecili e Nadia Ercoli, che sull’inchiesta Trust hanno rinunciato alla prescrizione e sono sub iudice al tribunale di Perugia.

Le ultime amministrazioni comunali, da Orfeo Goracci e Maria Cristina Ercoli in poi, non sono mai intervenute per gestire la situazione, per quanto il Comune nei confronti degli imputati, compresi Cecili ed Ercoli, si è costituito parte civile.

Si continua a fare finta di nulla e anzi si affidano ruoli di responsabilità e gratificazioni economiche che fanno discutere, senza entrare nel merito se siano leciti. Ci sono state e ci sono segnalazioni, esposti e dibattiti apertissimi su come vengono gestite certe situazioni ed eventuali risvolti che chiamano in causa la politica e la dirigenza del Comune.

C’è da valutare se queste vicende siano trasparenti, corrette ed edificanti sul piano materiale e morale. Nessuno giudica prima di sentenze definitive, al netto dei patteggiamenti, ma qualcosa non torna se per esempio un Comune si costituisce parte civile con fondate ragioni, evidentemente se l’ha fatto, e agisce in modo contraddittorio rispetto a quella decisione assunta dopo aver studiato le carte dell’inchiesta Trust con le relative scottanti intercettazioni.

Se si è sotto processo o si patteggia, non si può fare finta di nulla. Se si è sotto processo, nessuno può pensare che si debba licenziare o sospendere. Ma neanche promuovere e gratificare, almeno finché la vicenda giudiziaria non si conclude a favore degli imputati.