Consiglio Comunale, cambia il regolamento: la seduta prevede la sola presenza e rimosso il trucco dell’astensione di comodo

L'aula Consiliare di palazzo Pretorio sede del Comune

Fine del gioco di poter seguire e votare in Consiglio Comunale dal divano di casa, dal posto di lavoro e anche dall’auto com’è avvenuto fin troppe volte. Il Consiglio Comunale ha votato la proposta del consigliere comunale di minoranza Diego Guerrini, che era già passata in sede di Commissione Statuto. Niente più formula mista, cioè quel che s’è visto da dopo il Covid di poter partecipare ai lavori consiliari in presenza e anche con la possibilità arbitraria di collegarsi da casa o da chissà dove. Il sistema era stato adottato durante il periodo del Covid, come soluzione d’emergenza per il distanziamento, ma una volta finita l’emergenza non aveva e non ha alcun senso, se non per aiutare la maggioranza di turno a disporre dei numeri necessari per avere garantita la regolarità legale della seduta che richiede un minimo e per i voti necessari a far passare gli atti. Vivogubbio ha spesso sollevato il caso sostenendo, con argomentazioni serie, che partecipare a distanza alle sedute consiliare è una stortura e serve solamente per stare sul posto di lavoro, a casa o chissà dove.

Un’altra modifica importante al regolamento è stata proposta dal consigliere comunale di minoranza Luigi Girlanda ed è stata recepita dall’aula oltre che in sede di Commissione Statuto. Si tratta di una questione tecnica che “restituisce al Consiglio Comunale di Gubbio – spiega il professor Girlanda – una normalità procedurale finora assente, eliminando un’anomalia tutta eugubina nel conteggio dei voti. Attualmente a Gubbio, se il numero degli astenuti supera il numero dei votanti favorevoli, l’atto viene considerato respinto. In pratica, l’astensione vale come un voto contrario, un’anomalia che non trova riscontro in nessun altro Comune italiano”.

Un esempio concreto chiarisce la questione: con 16 consiglieri votanti, se 9 si astengono e sette votano a favore, la delibera viene respinta. Il motivo? Gli astenuti (9) superano numericamente i favorevoli (7). Grazie alla proposta del consigliere di Rinascimento Eugubino, l’astensione tornerà a essere quello che è nella prassi amministrativa nazionale: una non espressione di voto. Chi si astiene partecipa alla votazione ai fini del numero legale, ma il suo voto non viene conteggiato né come favorevole né come contrario. Questo significa che, anche con un solo voto favorevole e tutti gli altri astenuti, l’atto passerà a maggioranza. L’astensione, come una scheda bianca, semplicemente non verrà considerata nel computo dei voti espressi.

“Abbiamo eliminato un’anomalia – osserva Girlanda – che c’era solo a Gubbio e che di fatto equipara l’astensione al voto contrario. Il plauso del segretario comunale, dottor Gamberucci, e il voto unanime dei colleghi consiglieri dimostrano che si tratta di una modifica necessaria e condivisa da tutti.”

Dal punto di vista strettamente tecnico-amministrativo, anche il segretario generale del Comune, Roberto Gamberucci, ha confermato come questa anomalia fosse esclusivamente eugubina e non riscontrabile in nessun altro Comune in cui ha prestato servizio, evidenziando la necessità di allineare Gubbio agli standard procedurali nazionali.