Consiglio Comunale, Diego Guerrini in vacanza con i figli: “Non ha senso collegarsi a distanza”. Emendamento al regolamento per togliere la forma mista

Diego Guerrini

Il Consiglio Comunale di Gubbio (stesso discorso per le Commissioni Consiliari) continua a riunirsi in forma mista, cioè con la presenza in aula a palazzo Pretorio oppure con la possibilità di partecipare, votare e acquisire il gettone di presenza collegandosi  a distanza anche stando comodamente sul divano, sul posto di lavoro facendo altre cose o addirittura in vacanza.

La modalità del collegamento in video conferenza era stata adottata durante il periodo del Covid per il distaziamento sociale. Poi, è stata mantenuta per la comodità dei consiglieri comunali, soprattutto di maggioranza, per avere garantito il più possibile il numero legale e ottenere i voti che servono per far passare i documenti.

Il consigliere comunale, già sindaco, Diego Guerrini in più di una occasione ha fatto presente come questa modalità sia non corretta perché la misura del collegamento aveva un senso durante la pandemia e non può averlo al ritorno della normalità. Per questo ha pensato a un emendamento nello Statuto comunale per rimuovere la formula mista. Guerrini ha preparato un emendamento per la modifica del regolamento comunale.

“Ho portato i miei figli in vacanza – spiega Guerrini -, per questo non ho potuto partecipare a palazzo Pretorio ai lavori dell’ultimo Consiglio Comunale. Non mi è passato per la testa di collegarmi a distanza, lo trovo irrispettoso per un’istituzione, nei confronti dei cittadini e anche verso la mia famiglia visto che stiamo godendo di un periodo di riposo fuori Gubbio. Non ha senso la formula mista che era stata attuata in tempi d’emergenza che oggi, per fortuna, non ci sono più”.

Si è praticamente tornati ai tempi in cui i consiglieri comunali abusavano di certe situazioni, come negli anni ’90 protrarre i lavori consiliari oltre la mezzanotte facendo scattare così il raddoppio economico del gettone di presenza e anche del permesso sul posto di lavoro. Stavolta il gioco riguarda la modalità di portare avanti i lavori del Consiglio Comunale. Si assiste spesso a collegamenti con la videocamera e il microfono spenti, immaginando che il consigliere collegato sia impegnato in altre faccende salvo poi comparire magicamente al momento dell’intervento e ancor più del voto.