Consiglio Comunale, Gubbio Civica contro i quattro fuoriusciti: “Traditori, dimettetevi”. Sospetti su manovre e tirata d’orecchie al sindaco Fiorucci

L'aula Consiliare di palazzo Pretorio sede del Comune

Primi contraccolpi nella maggioranza di Vittorio Fiorucci dopo la decisione di quattro eletti nella lista Gubbio Civica un anno e mezzo fa alle elezioni comunali di uscire e fondare un nuovo gruppo consiliare, Progetto Città, senza essere prima passati per il corpo elettorale con una manovra di palazzo. Nancy Latii, Sandro Manca, Mauro Biccari e Viviana Ceccarini hanno scatenato la reazione di Gubbio Civica, che in una nota dai toni durissimi, firmata dal capogruppo consiliare Robert Satiri e dal presidente del movimento Alfredo Minelli, accusa i quattro fuoriusciti di aver “tradito il mandato elettorale”, fino a chiederne le dimissioni.

“Siamo venuti a conoscenza stamane, stupiti e senza alcun preavviso – scrive Gubbio Civica – dell’uscita dal gruppo consiliare di Gubbio Civica dei consiglieri Latini, Manca, Biccari e Ceccarini. Tali consiglieri, la maggior parte dei quali, hanno partecipato anche all’ultima riunione del gruppo e dei portavoce, non hanno manifestato la minima intenzione di uscire da Gubbio Civica e non ci hanno degnato di una telefonata, forse, imbarazzati essi stessi, delle motivazioni false e puerili che hanno addotto: parlano di ‘esigenza di svolgere il mandato elettivo con maggiore autonomia, efficacia e libertà di valutazione’, proprio loro che in 18 mesi, tranne Viviana Ceccarini che è subentrata a Vittorio Tasso ultimamente, tra assenze e presenze silenti, non hanno portato alcuna idea o iniziativa al tavolo del gruppo consiliare e tre su quattro dei medesimi non sono mai intervenuti in Consiglio Comunale neanche per un saluto; addirittura, sempre secondo loro ‘si è registrato un mancato dialogo e un insufficiente coinvolgimento…’, senza specificare le innumerevoli assenze degli stessi, agli incontri di Gubbio Civica, sempre puntualmente convocati, o nel caso del consigliere Sandro Manca, continue e irrispettose assenze. Mai nel corso del mandato amministrativo è venuta meno la preventiva condivisione delle iniziative politiche, le occasioni di dialogo, la comune definizione dell’indirizzo politico. Parlano date, fatti, convocazioni, circostanze e verbali. Basti solo ricordare che anche lunedì 29 dicembre ci siamo riuniti per delineare la comune azione consiliare e politica del 2026, senza alcun accenno da parte dei fuoriusciti al mal di pancia. Questi consiglieri, tutti al primo mandato amministrativo e per loro stessa ammissione, totalmente ignari dei processi amministrativi, sono stati eletti grazie all’impegno della lista e dell’associazione Gubbio Civica, hanno tradito il mandato elettorale: per dignità e rispetto degli elettori, devono dimettersi. Quei consiglieri siedono oggi in Consiglio Comunale grazie ai voti, alla fiducia e all’impegno di migliaia di cittadini che hanno scelto un progetto politico chiaro, riconoscibile e alternativo. Cambiare collocazione, sostenere nuovi assetti di maggioranza o dar vita a nuovi gruppi significa tradire quel mandato elettorale. Non si tratta di una questione regolamentare o formale, ma di etica della politica e di rispetto verso gli elettori. Il consenso non è un patrimonio personale, peraltro in questo caso alcuni consiglieri sono stati eletti con poche manciate di voti; ma appartiene a una comunità politica e a un progetto condiviso. Per questo riteniamo che, per dignità politica e coerenza, l’unica scelta realmente rispettosa sarebbe quella di rimettere il mandato e consentire agli elettori di Gubbio Civica di essere nuovamente rappresentati da chi ne condivide valori, programma e impegni. La politica ha bisogno di serietà, credibilità e rispetto della volontà popolare. Senza questi presupposti, si alimentano solo sfiducia e distacco dei cittadini dalle istituzioni. Gubbio Civica continuerà a difendere con coerenza il mandato ricevuto dagli elettori e a battersi per una politica fondata su trasparenza, lealtà e rispetto delle regole democratiche. Infine, ci dispiace molto che il sindaco non sia stato in grado di tutelare e difendere l’unità della coalizione e riconoscere i veri valori di alcuni suoi membri, rispetto alle ambizioni di altri. Non osiamo pensarlo ma se ci fosse un regista occulto dell’operazione questi sicuramente ha agito per il proprio tornaconto, non certo per il bene di Gubbio”.