Consiglio Comunale, il giorno della Palestina: Netanyahu, Hamas e Trump aspettano cosa decideranno a palazzo Pretorio

L'aula Consiliare di palazzo Pretorio sede del Comune

Potrebbe essere per il Consiglio Comunale una seduta storica quella di oggi, martedì 22 luglio 2025. Il punto 9 all’ordine del giorno prevede l’ordine del giorno dei LeD (Liberi e Democratici), per iniziativa di Simona Minelli, ex assessore alle varie ed eventuali della Giunta Stirati, su “Riconoscimento dello Stato di Palestina, cessate il fuoco immediato a Gaza e sostegno al diritto dei popoli alla pace e alla giustizia”.

Potrebbe esserci un dibattito e un voto sul documento che la sinistra eugubina propone al mondo intero. La questione mediorientale avrà una svolta su quanto diranno e decideranno a palazzo Pretorio? Chissà se Netanyahu, Hamas e Trump chiederanno di collegarsi da remoto,  in videoconferenza come fanno i consiglieri comunali eugubini talvolta dalle località di vacanza direttamente sotto l’ombrellone oppure sul posto di lavoro portando avanti più cose contemporaneamente o comodamente dal divano di casa.

Di sicuro i grandi della terra sono in attesa di quanto verrà detto nella sala Consiliare, con a tirare le file l’ex assessore Minelli massima esperta di politica estera e di conflitti internazionali per niente politico fortemente ideologizzato. Mancherà solo Orfeo Goracci (potrebbe decidere di assistere) che sarebbe tornato utile in questa occasione, accontentandosi dopo il ritiro di argomentare sui social pensando solo a quanto sta succedendo a Gaza, esternando contro Israele, mentre tace sul conflitto in Ucraina chissà se perché c’è di mezzo la vecchia Unione Sovietica a lui tanto cara. Da palazzo Pretorio in diversi sono curiosi per vedere se la Minelli lo farà rimpiangere oppure ne raccoglierà definitivamente il testimone.

La maggioranza di Fiorucci è chiamata a questa grande prova di saper gestire un dibattito di altissimo profilo con conseguenze importanti sullo scacchiere internazionale, più delle strade piene di buche, la città imprigionata da cantieri infiniti, il deserto per la mancanza di turisti e altri problemi cittadini che evidentemente in Consiglio Comunale possono pure attendere oppure essere condivisi con il futuro della Palestina nelle mani dei consiglieri comunali eugubini.