Che bruttissima cosa i lavori del Consiglio Comunale con la formula mista, cioè in presenza e anche con la possibilità arbitraria di collegarsi da casa o da chissà dove. Il sistema era stato adottato durante il periodo del Covid, come soluzione d’emergenza per il distanziamento, ma una volta finita l’emergenza non aveva e non ha alcun senso, se non per aiutare la maggioranza di turno a disporre dei numeri necessaru per avere garantita la regolarità legale della seduta che richiede un minimo e per i voti necessari a far passare gli atti.
La Commissione Statuto, presieduta da Mattia Martinelli, presidente del Consiglio Comunale, ha votato all’unanimità (presenti 11 membri su 18) la proposta di variazione al regolamento del consigliere comunale di minoranza Diego Guerrini, per tornare alla seduta con la sola presenza e di lasciare la sola facoltà di potersi collegare da remoto nelle commissioni consiliari con un solo argomento all’ordine del giorno, magari dal carattere d’urgenza.
Si tratta di una decisione saggia da leggere come un segnale per andare incontro a chi sostiene che l’impopolarità della politica è dovuta anche a queste alchimie e a certi giochetti degli eletti.
Vivogubbio ha spesso sostenuto, con argomentazioni serie, che partecipare a distanza alle sedute consiliare è una stortura e serve solamente per stare sul posto di lavoro, a casa o chissà dove. Come in passato, per esempio, quando i lavori del Consiglio Comunale si protraevano oltre la mezzanotte facendo scattare il raddoppio del gettone di presenza e del permesso sul lavoro (anche qui ci sono volute fortissime pressioni per eliminare l’andazzo).
Impensabile paragonare un mandato politico elettivo con qualsivoglia lavoro, che peraltro sull’utilizzo dello strumento a distanza ha oltretutto regole ferree e controllate.
Ora la variazione al regolamento approderà in aula consiliare per la prova del voto e trapelano mugugni del sindaco Vittorio Fiorucci, il quale ritiene legittimo e giusto potersi collegare a distanza da ogni dove per seguire i lavori e votare. Si vedrà se questa posizione sovvertirà il pronunciamento della Commissione Statuto.













































La partecipazione da remoto non è una “stortura” in sé. Nel mondo del lavoro, ormai, lo smart working è una normalità riconosciuta: non viene interpretato come una furbata per stare “a casa o chissà dove”, ma come un modo per conciliare impegni professionali, familiari e personali senza rinunciare alle proprie responsabilità. Perché dovrebbe valere il contrario per chi si occupa della cosa pubblica? Non vogliamo una politica fatta da persone comuni, con un lavoro e una vita reale? E allora non possiamo pretendere, allo stesso tempo, che i consiglieri siano sempre fisicamente presenti anche quando imprevisti, malattie o obblighi lavorativi impedirebbero una presenza effettiva. Meglio uno schermo attivo che una sedia vuota.
Al contrario di quanto si sostiene, la partecipazione da remoto può garantire più trasparenza e continuità: permette di seguire le sedute anche quando non sarebbe possibile e tutela i cittadini da rinvii, mancanza di numero legale o assenze strategiche. Se il problema sono eventuali abusi, la soluzione non è eliminare lo strumento, ma regolamentarlo bene, come si fa nel lavoro pubblico e privato.
Insomma, la politica non perde credibilità quando si adatta ai tempi; la perde quando confonde il cambiamento con un nemico. La tecnologia non allontana dalla democrazia: se usata con regole chiare, rende più difficile sparire, non più facile.
libero pensiero di tutti ma perché 50-20 anni fa tutti sti problemi non c’erano forse perché la maggior parte dei consiglieri eletti lavorava nel settore pubblico, faceva lavori che non avevano problemi con i permessi ora forse ne vogliamo fare troppe. politica, lavoro ,divertimento,vacanze qualcosa non torna la politica non era una missione nobile? io faccio un lavoro che non mi dà possibilità di fare altro e so che sarebbe incompatibile fare eventualmente il consigliere quindi manco mi sogno di farlo lo lascio ad altri che hanno tempo e voglia di farlo