Si conclude questa sera, lunedì 30 marzo, alle ore 21:15, nella sala Ex Refettorio della biblioteca Sperelliana l’iniziativa “Pasqua con Dante”, promossa dal canale culturale Stella Maris in collaborazione con il polo liceale “Giuseppe Mazzatinti”.
Dopo l’Inferno e il Purgatorio, l’ultimo appuntamento conduce il pubblico nel Paradiso, con la lettura e il commento dell’XI canto, a cura del professor Luigi Girlanda, ideatore e anima del ciclo.
È qui che risuona uno dei versi più celebri: “Intra Tupino e l’acqua che discende del colle eletto dal beato Ubaldo”. Un riferimento esplicito alla città di Gubbio e alla figura di Sant’Ubaldo, che non è semplice indicazione geografica, ma riconoscimento di un luogo segnato da una storia e da una santità concreta.
Il “colle eletto” diventa così un punto di orientamento non solo fisico, ma simbolico: da un lato la geografia umbra, dall’altro la traiettoria che conduce alla figura di San Francesco d’Assisi, protagonista del canto.
Dante affida il racconto della sua vita a San Tommaso d’Aquino, costruendo un intreccio sorprendente tra storia, teologia e visione. Francesco non è presentato come figura devozionale, ma come evento che incide nella storia.
La serata sarà arricchita da una cura artistica che accompagna e amplifica la parola poetica: l’allestimento e la dimensione visiva sono affidati a Silvia Alunno, docente coordinatrice dell’indirizzo Scienze Umane del polo liceale “Mazzatinti”, mentre la dimensione musicale vedrà protagonista Cecilia Bellucci al violino, a sottolineare i passaggi più significativi della lettura.
Ne emerge un’esperienza che non è soltanto spiegazione, ma incontro tra parola, immagine e suono, capace di restituire al testo tutta la sua forza: non solo poesia, ma pensiero; non solo evocazione, ma costruzione rigorosa.
La serata è aperta al pubblico e rientra nelle attività formative del polo liceale “Mazzatinti”, con possibilità di riconoscimento del credito scolastico per gli studenti del triennio.
Un ultimo appuntamento che, partendo da un verso inciso nella memoria di Gubbio, non si limita a ricordare un poeta, ma restituisce per un momento la misura di un mondo in cui verità, bellezza e storia coincidevano.









































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