Dimensionamento scolastico, il Tar respinge il ricorso di Gubbio perché è inammissibile

Il Tar dell'Umbria a Perugia

Lo Stato riorganizza le scuole, materia della politica e delle istituzioni ai massimi livelli per quanto riguarda gli assetti, poi arrivano i giudici che si mettono a decidere se un’organizzazione va bene oppure no nel conflitto che si apre tra cittadini e altre istituzioni tra loro. Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Umbria non è entrato nel merito ma ha guardato gli aspetti formali degli atti. Morale: ha accettato il ricorso da Città di Castello e respinto quello da Gubbio. Lo ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dal Comune di Gubbio che, con varie motivazioni, lamentava il provvedimento del dimensionamento scolastico; motivazioni accolte ad adiuvandum anche dal sindacato degli insegnanti Gilda. Non sono bastate tuttavia le varie argomentazioni addotte per evitare la perdita di autonomie scolastiche: il Tar ha stabilito che “la domanda cautelare proposta” non è stata “meritevole di accoglimento”. Si tratta di uno schiaffo per l’Amministrazione Comunale di Vittorio Fiorucci.

Il ricorso è stato condizionato dalla mancata impugnazione da parte del Comune di Gubbio dei provvedimenti regionali, in particolare della Dcr del dicembre 2025, nella quale risultavano previsti, già da prima del decreto del commissario ad acta, le proposte di dimensionamento ricadenti nel territorio eugubino. Per il Tar, infatti, il provvedimento commissariale e le deliberazioni regionali sono atti autonomi. Anche qualora fosse stato dichiarato nullo il decreto del commissario, il comune sarebbe stato comunque interessato dal dimensionamento, per via della precedente attività amministrativa regionale.