Se ne parla da tempo e ancora di più dal marzo 2022, ricordando il titolo di un articolo su vivogubbio.com dal titolo emblematico: “Manovre sul riassetto delle Diocesi: Gubbio verso l’accorpamento con Città di Castello e Luciano Paolucci Bedini potrebbe restare”. Ora il prelato è uscito allo scoperto paventando l’unificazione delle due diocesi, che di fatto già c’è con lo stesso Paolucci Bedini che ha i due incarichi e su Gubbio ha lasciato molto spazio per la gestione al vicario generale don Mirko Orsini. Il vescovo marchigiano ha rivelato che l’accorpamento è nelle cose, dovendosi decidere soltanto come e quando. Questa prospettiva gli è stata indicata a suo tempo da Jorge Mario Bergoglio, evidenziando come il riassetto delle diocesi sul territorio nazionale sia legato soprattutto a una questione di numeri: gli abitanti e i sacerdoti, vista la continua emorragia di crisi vocazionali legata soprattutto al fatto che la chiesa fatta su misura per gli uomini e non in cammino verso Dio, come Chiesa di Dio, non è in grado di attrarre perché pressoché totalmente umanizzata, strutturata come una qualsiasi organizzazione umanitaria del welfare mettendo i valori spirituali, i dogmi, la dottrina della fede in secondo piano. Molte speranze di un cambiamento vengono riposte in Papa Leone XIV dopo quanto accaduto negli ultimi 12 anni.
L’orizzonte dell’accorpamento tra le Diocesi di Gubbio e Città di Castello si è avvicinato con il pensionamento di Domenico Cancian, che da vescovo in Alta Valle del Tevere ha compiuto 75 anni il 6 aprile 2022 aprendo la strada non a una nuova nomina ma dirottando Paolucci Bedini anche su Castello dal 7 maggio di 3 anni fa. Si porrebbe il problema della sede vescovile, che per ragioni “geopolitiche” potrebbe non essere ufficialmente designata.
Si ricorda, al proposito, quanto venne fatto nel 1972 con monsignor Cesare Pagani, vescovo unico dei due territori e perlopiù presente soprattutto a Città di Castello.
Paolucci Bedini, 57 anni compiuti lo scorso 30 agosto, è stato ufficializzato a Gubbio il 29 settembre 2017 successore di Mario Ceccobelli (dimissionari per il limite dei 75 compiuti il 14 agosto 2016) dopo la rinuncia (di cui si era parlato diffusamente in quei mesi) di due scelti precedentemente (don Stefano Brizi, dal 2011 al 2023 vicario generale dell’Arcidiocesi di Pesaro, e un frate francescano di Fabriano).
Paolucci Bedini veniva dato fino all’anno scorso in rampa di lancio per altri incarichi più importanti, sulla strada per esempio intrapresa dal cardinale Ennio Antonelli, dopo il primo settennato, ma qualcosa evidentemente dev’essersi inceppato anche per vicende particolari.




































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