Dirigenze scolastiche, potrebbe essere Luigina Dongiovanni a lasciare Gubbio. L’Ufficio scolastico regionale prende tempo

Il piano delle dirigenze scolastiche in Umbria per il 2026-2027 è in mano all’Ufficio scolastico regionale (Usr), che sta prendendo tempo perché resta sul tavolo il caso spinosissimo di Città di Castello, dove il commissario straordinario nominato dal governo aveva deciso il dimensionamento ma il Tar ha accolto il ricorso annullando il provvedimento.

Il 15 luglio è la data canonica per vedere ufficializzate tutte le nomine, ma quest’anno la situazione è ingarbugliata. Vale per le assegnaazioni delle dirigenze, anche amministrative, per i docenti e tutto il personale. L’attesa è stata vana e si è prospettato un rinvio al 16 luglio, con il fondato timore che potrebbe esserci un ulteriore slittamento, senza certezze sui tempi.

Il Ministero dell’Istruzione non ha impugnato la sentenza del Tribunale amministrativo regionale umbro al Consiglio di Stato e questo dovrebbe in teoria lasciare le cose come stanno, ovvero con il solo dimensionamento di Gubbio perché il Comune con la Giunta Fiorucci ha presentato ricorso nel modo e nei termini sbagliati.

Il Ministero guidato da Giuseppe Valditara ha fatto sapere all’Usr umbro e alla Regione Umbria che le dirigenze restano quelle stabilite daL dimensionamento, che prevede per l’Umbria due tagli di sede. A oggi il taglio effettivo è solo di Gubbio, visto il ricorso di Città di Castello accolto dal Tar nel contenzioso tra istituzioni. Questo blocca di fatto tutte le nomine, sia delle dirigenze che del personale, perché c’è una sede in più da dover coprire dopo la sentenza del Tar non impugnata.

Mentre si rimpallano il cerino acceso il Ministero dell’Istruzione e la Regione Umbria, in una battaglia tutta politica tra destra e sinistra che sulla scuola si rincorrono a fare danni tra lungaggini e scelte cervellotiche, con il direttore dell’Usr Ernesto Pellecchia non in servizio per motivi personali, tutta la rete scolastica regionale è paralizzata con le nomine.

L’assessore regionale all’Istruzione, Fabio Barcaioli, fa pressioni perché il Ministero riconosca una dirigenza in più, quella di Città di Castello per intenderci, dopo che inizialmente la Regione aveva previsto di tagliare una sede a Gubbio (governata dalla destra di Fiorucci) e una a Terni (governata da Bandecchi che all’opposizione ha sia la sinistra che la destra). Il commissario ha invece tagliato a Città di Castello, governata dalla sinistra, e la Regione (ovviamente per affinità e solidarietà politica) è insorta.

Barcaioli potrebbe teoricamente rispolverare la prima decisione e dunque tagliare una sede a Terni (Bandecchi andrebbe allo scontro istituzionale in campo aperto ma tanto lo fa già quotidianamente umiliando le istituzioni più di quanto già non lo siano), ma scarica tutto sul governo Meloni insistendo sulla dirigenza in più rispetto a quelle previste per l’Umbria.

Gubbio attende fortemente interessata chi dei quattro dirigenti scolastici lascerà la città per il taglio della scuola media “Mastro Giorgio-Nelli”, che ha dirottato i suoi iscritti nei tre costituendi istituti comprensivi. La logica dice che c’è una scuola accorpata, cioè la scuola media, e dunque il trrasferimento dovrebbe riguardare Francesca Pinna come dirigente della “Mastro Giorgio-Nelli”, ma non è un principio normativo (le cose logiche difficilmente diventano leggi per togliere discrezionalità e magheggi) visto che il trasferimento dei dirigenti non ha regole fisse e viene deciso arbitrariamente dal direttore dell’Usr, anche se i sindacati fanno il loro gioco inserendosi per spingere questa o quella soluzione a seconda dell’influenza degli iscritti.

Potrebbe aver risolto la faccenda la richiesta di cambiare sede di Luigina Dongiovanni, dirigente del Terzo Circolo Didattico, che avrebbe chiesto il trasferimento in un istituto superiore. Si parla dell’istituto di istruzione tecnico professionale “Patrizi-Baldelli-Cavallotti”, che da due anni è sede senza un dirigente, così come in Umbria ci sono altre sedi libere.

Luigina Dongiovanni resterebbe dunque in Umbria, ma al momento non si sa in quale sede e nel caso in cui le fosse cambiata città, darebbe il via libera alla possibile conferma delle altre dirigenze cittadine nei tre istituti comprensivi, ovvero Fabio Morelli (attuale dirigente scolastico del Primo Circolo Didattico “Giacomo Matteotti”), Maria Gioia Pierotti (attuale dirigente scolastico del Secondo Circolo Didattico “Aldo Moro”) e Francesca Pinna (attuale dirigente scolastico della soppressa scuola media “Mastro Giorgio-Nelli”). Pinna, che la logica voleva “tagliata” e costretta a trasferirsi (si era vociferato di Assisi) avrebbe confidato di essere pronta a guidare il nuovo istituto comprensivo numero uno. Ci sarebbe una questione di titoli, che in sindacati starebbero cavalcando, anche se neppure i titoli sono vincolanti stando alle norme in vigore.