Per quanto riguarda i premiati, Ludovica Cacciamani ha ricordato quanto questo premio sia inaspettato: “Tutto avrei pensato che nel giro di poco riuscissi a portarmelo a casa. Il mio primo telegiornale letto risale a cinque anni fa, un approccio ad una professione che per me è stata una scommessa”. Sottolineata anche l’importanza della presenza di editori solidi, in grado di investire sui giovani. Paolo Condò, firma di Corriere della Sera e Sky Sport, nonché l’unico giornalista titolato del voto al Pallone d’Oro, ha raccontato diversi aneddoti della sua carriera e ha disperato molti consigli ai giovani presenti: “E’ necessario amare la fatica e l’impegno, perché portano i traguardi”. E su Marinangeli: “E’ stato quasi un allenatore dei giovani, che si occupava della crescita e dell’esperienza dei colleghi alle prime armi”.










































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