Scuola sempre più ostaggio di famiglie e giudici perché dirigenti scolastici e insegnanti si ritrovano lamentele, minacce e ricorsi che mettono in discussione il sistema scolastico con la propria autorità e autorevolezza.
Due casi rumorosi a Gubbio.
Alla scuola media, una famiglia ha contestato il voto assegnato al proprio figlio dopo gli esami del terzo anno. Ha scritto alla dirigenza scolastica rivendicando la lode per lo studente che aveva preso “soltanto” 10. Dalla dirigenza scolastica è partita una risposta tesa a evitare responsabilizzazioni, sia personali che della commissione. La famiglia dello studente ha prospettato un possibile ricorso al Tar dell’Umbria, anche se la lode in terza media, come del resto il voto, non ha alcuna ripercussione pratica.
In un istituto superiore, invece, uno studente è stato escluso dagli esami di maturità e ha fatto ricorso al Tar che l’ha ammesso con riserva, ovvero consentendogli di affrontare le prove scritte e orali in attesa di un giudizio di merito. Il Tribunale amministrativo regionale discute proprio in questi giorni il ricorso, per questo la posizione dello studente è stata sospesa senza alcun giudizio mancando un elemento importante per la valutazione finale come il credito legato all’andamento scolastico.
Queste vicende riportano alla mente quanto accaduto due anni fa, di cui Vivo Gubbio ha dato notizia con tutti i particolari nel pieno rispetto della verità sostanziale dei fatti. Nel 2023 è stata raccontata questa vicenda: Gli esami hanno sempre l’immancabile fuga di notizia sui voti quando la commissione li ha decisi e verbalizzati ma devono ancora essere ufficializzati. Così, un professore di una scuola eugubina si è lasciato scappare in anticipo qualche voto e apriti cielo. Non si potrebbe fare, ma si fa, non pensando alle possibili conseguenze. Il genitore di uno studente, infatti, l’ha presa malissimo perché il massimo dei voti non gli bastava: mancava la lode. Adesso come si fa? Semplice, ha telefonato alla dirigenza, che avrebbe dovuto provare imbarazzo ma se la poteva cavare brillantemente richiamando le norme e invitando magari il genitore, se davvero convinto di aver subito un torto, a fare ricorso al Tar. Invece la dirigenza s’è intenerita e ha fatto sue le rimostranze del genitore assicurandogli un intervento risolutore. Bene a dirsi, complicato farlo perché bisogna convincere tutta la commissione a riaprire il plico degli esami e correggere un voto già deciso, sottoscritto e messo a verbale. Attenzione: per la lode ci vuole l’unanimità dei commissari e se qualcuno non ce la fa è proprio perché non tutti evidentemente sono d’accordo. In questo caso la dirigenza ha scelto un emissario che aveva il compito di indorare la pillola agli altri, con toni garbati e non. Insomma, questa cosa si doveva fare con le buone o con le cattive, e guai a chi avrebbe osato obiettare. Pressioni inaudite alle quali non tutti si sono adeguati, anche sotto la minaccia di eventuali ritorsioni, per esempio agitando il fantasma di possibili lettere di richiamo che la dirigenza di una scuola può decidere di adottare in certe situazioni. I commissari si sono stupiti, non hanno assecondato tutti la richiesta abbastanza strampalata e sicuramente fuorilegge. Allora da qualcuno è stata presa la decisione di riaprire comunque il plico e procedere all’inserimento della lode accanto al massimo dei voti. C’è chi ha fatto buon viso a cattivo gioco, ma c’è anche chi ha cominciato a raccontarla la storia rivolgendosi perfino a un rappresentante del sindacato della scuola che ha invitato ad aspettare eventuali provvedimenti (ovvero la paventata lettera di richiamo) prima di uscire allo scoperto. La vicenda apparentemente si è chiusa qui: probabilmente la dirigenza ritiene di aver risolto la faccenda accontentando lo studente e il genitore con l’escamotage utilizzato, che è poi stato di fatto una forzatura in violazione delle regole e nei confronti della commissione. La vicenda potrebbe avere un seguito? Chissà. Il destino ci ha messo del suo, però la ricostruzione di quanto accaduto non è comunque rimasta tra quattro muri. Le rivelazioni sulla “lode rubata” non sono voci di popolo, ma ci sono nomi e cognomi dei soggetti coinvolti a vario titolo, compreso chi alla fine è riuscito ad avere il voto taroccato per l’ingerenza del genitori con la complicità della dirigenza.


































Impazzimento generale! I genitori non fanno più’ i genitori, nel corso degli anni e’ stato dato loro un peso eccessivo all’ interno della scuola. Arroganti e saccenti pretendono di mettere il naso nella valutazione. Nella maggior parte dei casi sono una limpida espressione dell’analfabetismo funzionale oggi dominante nella nostra societa’.
Molto spesso gli insegnanti in commissione Esami di Stato si comportano in modo tale da dimostrare assoluta mancanza di professionalità. Ne escono tabelloni che stravolgono il curriculum degli studenti. E poi se le famiglie non procedono con accessi agli atti e ricorsi è solo per non rovinarsi l’estate e cercare di fuggire da una scuola che non ha offerto serietà e formazione.