Le segnalazioni ci sono (qualcuno le chiama “denunce”) per quanto sta accadendo in via Saffi al civico 2/C, che è la sede della sezione eugubina “Lenin” del Partito Comunista Italiano e al contempo della fantomatica “scuola Luigi Radicchi” dove presunti presidi, rettori e professori “insegnano”. Si utilizzano per tutte le attività anche fondi pubblici del Comune, prima con la Giunta Stirati e ora con la Giunta Fiorucci.
Fabio Sebastiani è il segretario e anche il rettore-preside diventato da qualche ora a questa parte il bersaglio di sospetti e accuse.
Volano gli stracci tra ormai ex “compagni” di partito e d’avventura, tra attività politica (compreso il presidio fisso a costo zero e con pessimo impatto d’immagine ogni domenica in piazza Grande luogo simbolo dell’acropoli per mischiare la bandiera del Pci e dei palestinesi con tanto di comizio).
Sui social si è scatenata una baruffa perché all’interno della sede del partito e della famigerata “scuola” c’è chi ha sbottato e ha sollevato pesanti riflessioni e critiche meritevoli di approfondimento. Potrebbe esserci un seguito perché le attenzioni sulle attività sono alte alla luce della natura dell’iniziativa che ha risvolti di finanza pubblica.
C’è chi ha sbattuto la porta l’ha fatto in maniera energica chiamandosi fuori e intimando Sebastiani e i suoi seguaci a non utilizzare più nomi e foto nelle iniziative del gruppo guidato dal leader del Pci eugubino. Ovviamente impensabile che questa pagina di cronaca venga rilanciata da altri organi di informazione che sono più propensi a “incensare” dedicandosi al buonismo a buon mercato.
Un post ricostruisce vicende discusse e ci sono passaggi molto dettagliati che potrebbero avere un seguito, anche perché destinati a nuove segnalazioni. “A Gubbio, quelli che si riconoscono e si chiamano tra di loro compagni – viene scritto – hanno un problema. Un problema che ha un indirizzo preciso, via Saffi 2/C. Da più parti si sente incensare la sezione eugubina Lenin del Pci come un vanto e un modello per il partito, senza conoscerne i limiti e i difetti oppure ignorandone l’esistenza. Noi siamo un gruppo di compagni eugubini che, in questi mesi, si sono trovati costretti ad affrontare il problema e renderlo finalmente pubblico. Costretti in quanto esasperati dall’assenza totale di azione politica, impedita da una gestione che non si può altro che definire padronale. Alcuni di noi conoscono questa situazione da qualche anno, altri da poco più di 12 mesi, cioè da quando hanno pensato finalmente di aver trovato la propria casa del popolo, il posto in cui riversare le proprie energie e le proprie capacità donandole alla lotta di classe per il socialismo. In questo periodo ci siamo trovati davanti un vero e proprio muro di gomma, nella persona del segretario di sezione, sul quale ogni nostra proposta, lotta e speranza si sono trovate a rimbalzare, subendo, nel frattempo, le decisioni e le iniziative che lui, insieme all’unica tesserata nella quale egli sembra porre fiducia, ha preso e realizzato. Iniziative che in qualche caso sono state causa di imbarazzo e persino umiliazione per i compagni, alcuni dei quali avevano dato entusiasticamente le proprie energie nell’organizzazione di un evento salvo poi ritrovarsi, in un teatro inaspettatamente gremito, a subire le critiche al comunismo vomitate da un giornalista che parla di immigrazione. Iniziativa che il segretario continua a rivendicare con orgoglio, per altro. In questi 12 mesi non una riunione è stata organizzata, le cariche statutarie non state né rinnovate né ripristinate; alla fine del 2025 la tesoriera allora in carica aveva presentato le dimissioni al segretario. Da quel giorno, non si è saputo più nulla di tesoriere e bilancio.
Ma in fondo, il segretario va compreso: è impegnato tutto il giorno con il suo principale interesse, la scuola Luigi Radicchi. Il telefono vibra in continuazione, distogliendolo da ogni altra attività. Un compagno che voglia iscriversi alla sezione eugubina del Pci deve sottostare a una regola fondamentale: la priorità va alla scuola, sempre e comunque. Tre ore al giorno, tutti i giorni della settimana, escluso il sabato. Questo non significa che il sabato si chiuda: la sezione Lenin di Gubbio è sempre aperta, 24 ore su 24, sette giorni su sette. Basta girare la maniglia. Se lo chiamano alle 10 del mattino, lui corre; se lo chiamano a mezzanotte, per questa o quella incombenza burocratica, idem. Tuttavia, se uno o più compagni vogliono parlare di politica, l’appuntamento deve essere fissato: improvvisare, ad esempio alle 16:30, magari solo per chiedere di fissare una data e un’ora per una riunione, non è considerato serio. Secondo la compagna di fiducia del segretario, alla scuola si farebbe formazione politica, come da suo intervento in un consesso di partito, successivamente rimosso senza spiegazioni. In realtà, alla scuola Luigi Radicchi si offre supporto a chi ha bisogno di imparare a comunicare in italiano nella vita quotidiana: attività certamente meritoria, ma distinta dalla formazione politica. Alla scuola si raccolgono indumenti, giocattoli e materiale scolastico donati dagli eugubini. Si compilano curriculum e si offre assistenza per le più diverse difficoltà burocratiche: dalle domande di cittadinanza alle pratiche bancarie, dai permessi di soggiorno agli esami per la patente. Inoltre, viene recuperato il cibo che alcuni esercizi commerciali destinerebbero allo scarto a fine giornata, rendendolo disponibile a chi ne ha bisogno. Tuttavia, si registrano situazioni problematiche, come brioche già parzialmente consumate lasciate insieme a quelle integre. In questi casi, chi prova a richiamare l’attenzione viene spesso contrastato, con l’intervento immediato del segretario in difesa dell’affamato di turno. Analoga situazione riguarda la stanza dei vestiti usati: grandi quantità di indumenti sono accumulati in modo disordinato. Quando alcune persone entrano per scegliere cosa prendere, chi prova a intervenire viene guardato con ostilità, come se stesse arrecando un torto. Un tempo erano numerosi i volontari impegnati a sistemare gli abiti; progressivamente, però, la loro presenza si è ridotta quasi a zero. Viene meno, infatti, il rispetto per il tempo e le energie che i volontari dedicano alla scuola e alle sue attività. Si potrebbe proseguire a lungo, ad esempio raccontando dei bambini che scorrazzano incustoditi per la sezione del Pci di Gubbio, con genitori presenti ma disinteressati, mentre compagni e volontari sono costretti a rincorrerli per evitare incidenti e le inevitabili conseguenze per tutti. Veniamo alla questione più delicata. La sezione condivide la sede con un’associazione, ed è quest’ultima che paga affitto e bollette e lo fa anche grazie ad un finanziamento ottenuto dall’amministrazione comunale, per avere partecipato ad un bando e averne rispettato i parametri richiesti. Le leggi vigenti in tema di finanziamento dei partiti proibiscono che esso avvenga per tramite della pubblica amministrazione, sia in forma diretta che indiretta. Nel 2014 è stato cancellato anche il rimborso elettorale, le uniche forme di finanziamento consentito sono quelle private, definite liberali, il 2 per mille e il cosiddetto “cofinanziamento”, una forma di rimborso parziale (il 50% fino ai 10.000 € a contribuente.) che lo Stato destina a chi ha donato dei soldi ad un partito che rispetti alcuni requisiti, il principale dei quali è la pubblicazione del bilancio. Come già detto in precedenza, la sezione non ha un tesoriere e non ha presentato un bilancio di esercizio per l’anno 2025. Negli ultimi mesi alcuni di noi hanno parlato tra di loro della situazione e deciso di provare a rendere note le nostre perplessità al segretario. Riuscendo parzialmente nel nostro intento solo dopo aver organizzato un vero e proprio “agguato” al quale lui e la tesserata di sua fiducia non sono riusciti a sfuggire del tutto. Quel colloquio si è concluso quando il segretario è letteralmente scappato via autodefinendosi il leader che da dieci anni porta avanti da solo la sezione eugubina e la scuola. Davanti ad un gruppo di compagni che chiedevano di essere coinvolti, soprattutto nel partito. Vistosi messo in discussione ha tentato di darsi un tono rimettendo in uso la bacheca del partito, dopo anni di inutilizzo. Affiggendo un volantino che annuncia l’avvio della campagna di tesseramento per il 2026, che non ha discusso con nessun compagno come lo statuto imporrebbe e l’avviso di un’iniziativa che organizza chi? Il partito? No, la scuola. Dopo aver pubblicato, in un consesso di partito, questa sua iniziativa, alle critiche di chi gli ricordava anni di disuso della stessa bacheca ha risposto con frasi fatte e persino qualche menzogna. Quello che è stato scritto in questo comunicato è il frutto di un percorso lungo, meditato e sofferto in alcuni passaggi, non si mette in discussione la bontà di un’iniziativa come la scuola Luigi Radicchi, si prova a metterne in evidenza le criticità nella gestione, che vanno ad impattare in maniera importante, se non decisiva, nella credibilità stessa del Partito a Gubbio e in Umbria. Siamo arrivati a questo punto perché ai compagni del Pci eugubino è sempre stata impedita ogni forma di dialogo dal segretario della sezione”.









































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