Esternazione discussa e discutibile sui social di Fabio Sebastiani, segretario del Partito Comunista: “Io ho molti amici di fede musulmana, molti di loro da molte parti diverse del mondo, hanno tributato un saluto commosso al leader dell islam sciita Khamenei, ragazzi che studiano e studiavano da noi, poveri e lavoratori da ogni parte del mondo islamizzato, loro hanno pianto Khamenei, forse noi non sapevamo tutto, forse loro non sapevano tutto. Ma ho dei dubbi laici sul fatto che ci sia una parte di verità almeno, come in quello che ci viene raccontato a noi”.
Le reazioni sono le più disparate, con critiche anche da sinistra e da chi è stato con lui dentro Rifondazione Comunista.
Nella solita miscela tra il ruolo politico e la famigerata scuola “Luigi Radicchi”, con la sede dell’iniziativa della sua associazione che è anche quella del Partito Comunista come da simbolo bene in vista sulla vetrina, Sebastiani coglie anche l’occasione per riferire della visita del minorenne Manuel, che ha ricevuto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, una lettera e un libro, legandoci uno “spot” sul referendum sulla giustizia.
Resta il fatto che la Giunta Fiorucci, così come la precedente Giunta Stirati, continua a riconoscere contributi economici pubblici all’associazione-partito di Sebastiani, con segnalazioni a vari livelli per verificare una serie di situazioni.











































Questo non è giornalismo, non c’è una notizia. Questo è costruire odio contro una persona.
Riporta un mix di post sui social e un “con segnalazioni a vari livelli”, che vale quanto un “si dice in giro”. Solo per denigrare gratuitamente.
Chissà: se tutta questa energia venisse messa a raccontare quello che facciamo concretamente con la scuola Luigi Radicchi: l’aiuto ai ragazzi, alle ragazze, ai bambini e alle bambine, alle persone che hanno bisogno il lavoro quotidiano di costruire ponti invece di alzare muri, magari ne uscirebbe persino un articolo utile. Ma evidentemente denigrare è più semplice che informare.
Qualcosa che racconta cosa facciamo lo trova qui: http://www.mondaccio.it
Stella Barilari
Lei è di parte, sta con una parte, è coinvolta in toto, e dunque evidentemente è la meno indicata a stabilirte se via sia una notizia. Provo ad aiutarla io, se magari è disposta ad andare oltre il perimetro del partito, dell’associazione e della famigerata scuola (corretta definizione perché non si ha conoscenza di titolo riconosciuto come tale) che è tutt’uno e di lei è parte integrante. La notizia è duplice: l’esternazione su Khamenei e la correlazione tra la visita di un minorenne e il voto refendario. Non v’è alcuna denigrazione e semmai la ritenesse tale può sempre rivolgersi a un giudice per far valere le proprie ragioni. Una presunta scuola nella sede di un partito, con un’associazione che riceve finanziamenti pubblici, è prioritario rispetto a tutto il resto. I ponti a cui allude lei sono quelli ideologici e politico-culturali, altrimenti non avrebbe fatto la commistione tra un’attività di quel tipo e quella di un partito politico, condividendo la sede e perfino il simbolo esposto in vetrina. Infine, le segnalazioni a vari livelli non sono esattamente il riferimento a “si dice in giro” cui lei fa riferimento. Ma questo lo lascio alla sua interpretazione che vedo già sufficientemente indirizzata a farsi una sua verità. Ossequi.
Due righe in merito a questo ennesimo sproloquio colmo di pretestuosità, velate minacce e fondato sull’ignoranza.
Fa specie rilevare come il pensiero non allineato, per il nostro paladino della libertà di espressione, sia sempre e comunque etichettabile come “terrorista”, “amico del nemico”; che l’esposizione di un punto di vista altro abbia valenza di “arruolamento” termine che, in questo periodo storico in cui quelli che tanto piacciono al nostro bombardano qualsiasi cosa non si muova nella direzione ordinata e possieda petrolio, è tornato di triste e tremenda attualità.
A tutto ciò si accompagna il solito refrain “[…]con segnalazioni a vari livelli per verificare una serie di situazioni.” Sarebbe ora di renderle note, all’opinione pubblica che legge, queste segnalazioni e quali livelli interessano.
La schiena rimane comunque diritta davanti alle allusioni.
In ultimo, ma probabilmente primo per gravità, l’uso che in questo “articolo” viene fatto di un minorenne.
Se il nostro eroe senza macchia e senza paura avesse provato ad informarsi avrebbe scoperto che i tutori della persona in questione hanno autorizzato, tramite liberatoria, l’associazione 21 Gennaio a pubblicare immagini che lo ritraggono. E magari, facendo qualche domanda, si renderebbe conto che questo splendido ragazzo è un AMICO della scuola, dei suoi volontari e dei suoi studenti.
Venga a vedere le donne che a 30 anni imparano a leggere e scrivere, i bambini e le ragazze che ci mandano le belle pagelle della scuola, i ragazzi che imparano l’italiano e trovano un lavoro. Vedrà che si insegna e si impara e lei questo non lo chiama scuola?
Venga a vedere le donne che a 30 anni imparano a leggere e scrivere, i bambini e le ragazze che ci mandano le belle pagelle della scuola, i ragazzi che imparano l’italiano e trovano un lavoro. Vedrà che si insegna e si impara e lei questo non lo chiama scuola?
Il risposta alla sua difesa d’ufficio, due precisazioni: le segnalazioni sono di competenza di chi le fa e chi le riceve. Io ne sono a conoscenza ma non mi competono e giornalisticamente attendo sviluppi per informare; quanto alla presenza del minorenne nessun riferimento da parte del sottoscritto alla sua presenza ma al post del segretario del Partito Comunista, Fabio Sebastiani, relativamente al post sui social nei quali mette in correlazione il minorenne, la visita al prossimo referendum in una commistione tra politica (di parte) e situazioni di altra natura. Mi permetto, infine, una sottolineatura: sia meno offensivo e più circostanziato nei rilievi, sennò il livore e la militanza possono risultare accecanti e magari possono nuocere alla salute e all’equilibrio. Ossequi.
Lei vedrà anche la sede del Partito Comunista e il simbolo del Partito Comunista. Pensi che manco alle Frattocchie erano arrivati a tanti. La scuola è un’altra cosa.
pensi che a me è parso di esser persin tenero, di aver mantenuto toni più pacati dei suoi e di non aver scritto nulla di pretestuoso, al contrario di ciò che fa lei, continuamente, quando parla di questa cosa che proprio non le va giù.
Non vado oltre proprio per non dover alzare i toni per potermi abbassare al suo livello.
P.S.:
Il tasto “rispondi”, questo sconosciuto
Ho faticato enormemente ad abbassarmi al suo, senza offenderla. Buona serata.