Una domenica dedicata alla valorizzazione e al rilancio dell’Appennino nella tradizionale Festa della Montagna di Fratelli d’Italia, al parco del Teatro Romano, quest’anno su «La rinascita dell’Appennino: lavoro, sviluppo e comunità». Presente il sindaco Vittorio Fiorucci, ha introdotto Paola Agabiti, vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria. Emanuele Prisco, sottosegretario al ministero dell’Interno, ha sottolineato che “dopo anni in cui la sinistra ha sottovalutato le politiche per la montagna e le aree interne, oggi il governo Meloni mette come priorità anche la rinascita di questi splendidi territori che hanno un’importanza vitale, specie in terre come Umbria e Marche. L’Appennino centrale ha grandi potenzialità, abbiamo scelto una sede proprio nell’Appennino, una grande città dell’Appennino come Gubbio, per rilanciare questa attenzione. Pensiamo a servizi e nuove infrastrutture, ma anche alle Zes (Zone economiche speciali), la grossa opportunità offerta dal governo a Umbria e Marche di semplificazione amministrativa e di contribuzione per rilanciare al meglio i nostri territori”.
Luigi Sbarra, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, ha evidenziato come l’inserimento dell’Umbria nelle Zes apra “opportunità straordinarie. Ci saranno processi autorizzativi rapidi per chi vuole fare investimenti attraverso l’autorizzazione unica e benefici fiscali. Si sono definiti alcuni settori strategici, penso all’agroalimentare, turismo, innovazione, chimica, farmaceutica, attività riconducibili al manifatturiero. Questo sta dimostrando che le regioni interessate diventano sempre più attrattori di investimenti nazionali ed esteri. Ecco perché è intelligente la scelta di Giorgia Meloni di estendere i benefici a Umbria, Marche e alcuni territori dell’Abruzzo». Questo vale di più per le aree montane: «E anche per le zone dell’Appennino – spiega Sbarra -, oltre alla Zes c’è anche il nuovo piano delle aree interne che prima erano 72 e oggi diventano 128. I Comuni erano 1.060 e ora siamo a 1.824. Il governo Meloni ha aumentato pure le risorse economiche, da un miliardo a 2,1. Significa investire su alcuni obiettivi creando condizioni di sviluppo, specie per i giovani, facendoli restare in quei territori”.










































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