Fiorucci incontra Gubbio Civica che l’accusa di sapere tutto da mesi senza aver fatto nulla: il sindaco si alza e se ne va

L'aula Consiliare di palazzo Pretorio sede del Comune

Una nuova puntata della querelle sulla fuoriuscita di Nancy Latini, Sandro Manca, Mauro Biccari e Viviana Ceccarini da Gubbio Civica per farsi un gruppo consiliare tutto loro, denominato Progetto Città, nella formula ormai dilagante del candidarsi con un partito o una lista civica per poi sentirsi liberi di “tradire” politicamente il mandato elettorale facendo quel che si vuole senza passare prima di nuovo per le urne.

Ieri sera (lunedì 12 gennaio) si è riunito il coordinamento di Gubbio Civica, presieduto da Alfredo Minelli, alla presenza del sindaco Vittorio Fiorucci e di Nilo Arcudi, consigliere regionale e leader di Umbria Civica, il movimento di centrodestra a cui fa riferimento la lista eugubina, con Mattia Martinelli presidente del Consiglio Comunale e il consigliere comunale Robert Satiri.

Si è parlato del caso fuoriusciti con un’analisi durissima sulla vicenda. Il sindaco ha sostenuto che alla base della costituzione del nuovo gruppo consiliari ci sono questioni personali tra i consiglieri e che lui non ne sapeva nulla.

Sono state invece ricostruite alcune situazioni per le quali Fiorucci è stato accusato di essere al corrente di tutto (sullo sfondo ci sarebbero anche altri “emissari” che avrebbero lavorato all’operazione di trasformismo politico) e di non aver fatto nulla per portare all’attenzione di tutta la coalizione la questione e lavorare per tenere compatta e coesa l’intera maggioranza evitando questa frattura che indebolisce la coalizione.

Il sindaco è stato apertamente invitato ad adoperarsi con forza per far rientrare in Gubbio Civica Mauro Biccari e Viviana Ceccarini, peraltro da poco subentrata in Consiglio Comunale al dimissionario Vittorio Tasso, tenuto conto oltretutto del fatto che tra Fiorucci, Biccari e Ceccarini c’è una lunga e forte amicizia personale e familiare. Gubbio Civica ha fatto presente al sindaco di non essere interessata, invece, a ricomporre la frattura con Nancy Latini e Sandro Manca.

Fiorucci non ha ritenuto di accogliere la richiesta di mediazione posta come dictat e passaggio dirimente con tanto di presa di posizione per delegittimare il nuovo gruppo consiliare e questo ha surriscaldato il summit. Sono state chieste le dimissioni dei fuoriusciti e che a farlo debba essere proprio il sindaco. A un certo punto Fiorucci ha parlato di toni minacciosi, si è alzato e ha salutato tutti in un clima diventato di rottura invece che costruttivo per provare a rimediare alla situazione che sta facendo discutere tutti gli ambienti politici e la città.

Si adombrano sulla vicenda i rapporti personali tra i soggetti coinvolti, in particolare Latini e Manca che, secondo ricostruzioni attendibili, vorrebbero mettere i bastoni tra le ruote a Martinelli e Satiri ritenuti troppo ingombranti per quanti gli unici di Gubbio Civica (ma anche in tutta la maggioranza) ad avere esperienza politico-istituzionale. Non si esclude che i quattro fuoriusciti promuovano la sfiducia a Martinelli puntando al cambio della presidenza del Consiglio Comunale con una staffetta di metà mandato, ma le norme nazionali e taluni pronunciamenti giuridici non prevedono la sostituzione di un presidente, visto come figura terza nell’assemblea consiliare, se non con il suo consenso. Non può essere sfiduciato, a meno che vi siano situazioni di “gravi e documentate irregolarità”.

Resta da capire se i quattro fuoriusciti hanno fatto la mossa solo per togliere a Martinelli e Satiri il peso determinante nei numeri sul voto degli atti (compreso il bilancio), oppure ambiscono a qualche incarico in Giunta o di altra natura. L’incarico di assessore aprirebbe però le porte all’ingresso di nuovi consiglieri, come Alfredo Minelli, fondatori e oltremodo vicini a Gubbio Civica e ai suoi leader in Consiglio Comunale.