Gubbio si è abituata in questi anni a fronteggiare la malavita tra furti continui e spesso taciuti (in abitazioni e attività commerciali), atti vandalici nel centro storico e in periferia, aggressioni anche nel cuore del centro storico, ma adesso l’escalation ha portato pure a un gravissimo episodio di violenza sessuale che apre un’altra ferita.
L’isola felice ormai non c’è più. Il senso di insicurezza è crescente tra pochi controlli e la carenza cronica di videosoverveglianza più volte promessa e mai realizzata concretamente, al di là di tavoli politici e istituzionali che si ridicono a chiacchiere e protocolli dall’efficacia praticamente nulla.
La destra quando l’anno scorso si è presentata in campagna elettorale e con Vittorio Fiorucci, lanciato dalla Lega, ha preso la guida del Comune dopo 78 anni, ha promesso soluzioni efficaci per ridurre certi fenomeni e accrescere la sicurezza: allo stato dei fatti si sono rivelate promesse senza alcun seguito concreto e soprattutto efficace.
Fiorucci ha rivolto un plauso ai carabinieri, in una misteriosa nota annunciata di cui non c’è traccia sul sito ufficiale del Comune, per aver individuato e arrestato i tre responsabili dell’aggressione e violenza sessuale nei confronti di una trentaseienne eugubina e di un uomo che stava con lei. Nessun accenno al fatto che tanto la Compagnia carabinieri di Gubbio quanto la polizia locale hanno una dotazione organica inferiore al previsto e che in molti casi le attività di controllo e pattugliamento sono limitate anche per la presenza di personale destinato agli uffici. Nessun accenno neanche a un sistema diffuso di videosoverglianza promesso fin dai tempi di Filippo Mario Stirati e mai realmente potenziato.


































Alle vittime restano i danni, le forze dell’ordine subiscono danni e ingiurie nel fare il loro dovere, le bestie se la ridono perché tanto non pagheranno quello che devono pagare ….fino al giorno che la brava gente perderà ogni inibizione. GUARDATEVI DALL’IRA DEI MITI. Avete visto in Tv l’ingegnere dirigente d’azienda andare a caccia dell’accoltellatore del figlio? Che cosa si aspetta ancora per fare piazza pulita di tutta la marmaglia in modo definitivo? “NESSUNNO TOCCHI CAINO” Caino va preso a calci in culo con i scarponi da lavoro, quelli con la punta in acciaio per chi non è pratico, poi va spedito in campi di lavoro in Sardegna, a fettare granito dall’alba al tramonto.
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Finirà che prima o poi ci scappa il morto