Luigino Silvestrucci assolto con formula piena, anche per lui è finito il calvario giudiziario con una doppia sentenza

Il professionista eugubino Luigino Silvestrucci, 58 anni, archivia la lunga estenuante vicenda giudiziaria che l’ha legato a doppio filo a Valentino Pierotti. Si è chiusa anche per lui, con l’assoluzione piena, la storia durata poco meno di una ventina di anni. La storia per Silvestrucci ha avuto un doppio binario, con un processo a Milano che lo coinvolgeva in quanto nel consiglio di amministrazione della Erp della holding con Sirio Ecologica e Cpa (Compagnia per l’Ambiente). A Milano era stato assolto nel 2023 e aspettava la conclusione anche di quest’altra storia per mettere una pietra sopra la lunga sofferenza di questi anni con ripercussioni sulla vita personale e professionale, oltre ai risvolti economici.

Come per Valentino Pierotti, tutto è iniziato a gennaio del 2011 con l’accusa di bancarotta fraudolenta. Si parlò di riciclaggio, evocando pure il fantasma della camorra. Le due aziende in questione erano la Sirio Ecologica e la Cpa (Compagnia per l’Ambiente), fallite nel 2009, quando anche Silvestrucci era uscito da quasi due anni dal capitale sociale di entrambe e da tutti gli incarichi.

Silvestrucci non può dimenticare i momenti difficilissimi anche davanti ai suoi tre figli, all’epoca piccoli.

La vicenda giudiziaria è rimasta a lungo in uno stato semi sospeso. Solo nell’aprile del 2015, cinque anni dopo l’iscrizione del procedimento penale, il Giudice per l’udienza preliminare disponeva il rinvio a giudizio.

Silvestrucci, oltre alle ripercussioni mediatiche, ha avuto difficoltà lavorative.

Poi, nel 2015, il rinvio a giudizio. Solo nel 2019, a 10 anni dal fallimento delle due aziende, si arrivava all’istruttoria dibattimentale. Nel 2020 il processo entrava nel vivo. Tutto ruotava attorno a una fattura di 420mila euro, fondante l’accusa di bancarotta distrattiva, che a un’attenta analisi si dimostrava falsa. C’era stata anche una valutazione di una terza fattura di leasing, decisiva per la condanna a quattro anni in primo grado.  Di recente, infine la sentenza di Appello che ha decretato la caduta anche di questa accusa, l’ultima, con l’assoluzione.

Nel corso del processo svoltosi a Firenze, la difesa ha tentato anche di mettere in evidenza i contatti tra il processo a Silvestrucci e Pierotti e le vicende interne alla famiglia Colaiacovo, nonché il ruolo giocato da alcuni dipendenti Colacem, uno dei quali si sarebbe persino improvvisato  non occasionale detective-aiutante degli inquirenti.