Giovanni Filippetti fa la storia: è il miglior umbro di sempre nella Maratona dles Dolomites

Il ciclista eugubino Giovanni Filippetti

Oltre 8.000 partecipanti, ex professionisti mischiati a cicloamatori (vedi Sagan e Indurain), scenari incantati e dislivelli come se ne vedono pochi in giro per le gran fondo. Ma tutto questo a Giovanni Filippetti ha dato una carica incredibile, consegnandolo alla storia della Maratona dles Dolomites, probabilmente l’appuntamento più iconico di tutto il panorama delle gran fondo amatoriali: l’atleta eugubino, 23 anni e al debutto assoluto sulle rampe dolomitiche, ha chiuso al 45esimo posto assoluto (decimo di categoria tra 19-29 anni) impiegando poco meno di 5 ore (4h 59’ 31”) per completare i 138 chilometri del percorso e soprattutto i 4.230 metri di dislivello, alla media di 27,6 km/h. Un risultato straordinario per il giovane eugubino del Velo Club Gubbio, che da oggi è anche l’umbro che ha ottenuto la migliore posizione in una singola edizione della Maratona.

“L’esperienza è stata unica e per certi versi davvero irripetibile”, commenta Giovanni. “Era la mia prima volta alla Maratona e non sapevo proprio cosa aspettarmi. Non avendo uno storico nella manifestazione sono stato inserito nella penultima griglia, quindi un po’ più indietro rispetto ai migliori, ma con costanza e grande forza di volontà ho cercato di andare via del mio passo, gestendomi sulle lunghe salite del percorso. Soprattutto ho cercato di sfruttare al meglio il Giau, il passo più duro ma anche quello che si adatta meglio alle mie caratteristiche. È lì che ho superato tanti partecipanti, ed è lì che ho cominciato a capire che potevo fare davvero un bel tempo all’arrivo”. Da qui a pensare di scendere sotto le 5 ore, però, ce ne passava. “Onestamente non credevo di essere in grado di farlo, poi però strada facendo mi sono convinto che c’erano i margini per riuscire nell’impresa. Questo mi consentirà di partire dalla prima griglia nelle prossime edizioni, dal momento che l’organizzazione premia coloro che tagliano il traguardo sotto le 5 ore e 20 minuti con l’avanzamento nel gruppo dei migliori”.  

Il percorso lungo della Maratona dles Dolomites è da sempre quello più iconico e affascinante, con partenza da La Villa e arrivo a Corvara. Si scalano ben 6 passi dolomitici: Campolongo, Pordoi, Sella, Gardena, Giau e Valparola, poi nel finale si sale sul Mur dl Giat, appena una cinquantina di metri di dislivello ma con pendenze medie del 13% (e un picco del 19%). “Scalare i passi dolomitici è un’esperienza unica, davvero qualcosa di straordinario e indimenticabile”, riprende Giovanni. “Sei concentrato sulla gran fondo, ma in realtà l’occhio ti cade spesso sui paesaggi che trovi tutti intorno. Era la prima volta, è stata bellissima, spero che ce ne possano essere altre in futuro”. In totale erano 5 gli eugubini che hanno preso parte alla Maratona: oltre a Giovanni per il Velo Club c’erano Riccardo Pierotti e Omar Santucci, mentre per il Dieffe Bike Team Walter Cernicchi e Paolo Pastorelli.

Ad accompagnare Filippetti in questo debutto sui passi dolomitici, il babbo Roberto (anche nelle vesti di supporto in stile “ammiraglia” durante il percorso) e la mamma Gabriella, che si sono goduti le bellezze delle Dolomiti accompagnando Giovanni in questa grande impresa sportiva, e non solo. “Il mio grazie va a loro, che mi hanno sostenuto in tutto e per tutto, così come a tutti gli amici del Velo Club Gubbio per il supporto e la vicinanza che mi hanno mostrato in queste settimane di preparazione. Anche Leopoldo Rocchetti è stato un tassello fondamentale, perché mi ha preparato al meglio per questo appuntamento. Io fino a pochi anni fa giocavo a calcio a 5 (ruolo portiere), poi ho scoperto la bicicletta e ho trovato tanti appassionati che mi hanno saputo consigliare nel modo migliore, aiutandomi nella mia crescita umana e ciclistica”. Quanto fatto alla Maratona dles rappresenta non un punto di arrivo, ma semmai un altro punto di partenza: da oggi Gubbio, ma in generale tutta l’Umbria del pedale, può ammirare un talento come se ne sono visti pochi. Un ragazzo come tanti, studente universitario di Fisica, ma con una passione per lo sport che gli consente di andare oltre i propri limiti.