Giunta Fiorucci riunita d’urgenza dopo la spaccatura dentro Gubbio Civica. Ora il rimpasto? LeD all’attacco dimenticando quanto successe in casa loro

L'aula Consiliare di palazzo Pretorio sede del Comune

Il nuovo gruppo consiliare Progetto Città con i quattro fuoriusciti da Gubbio Civica Nancy Latini, Sandro Manca, Mauro Biccari e Viviana Ceccarini ha indotto il vicesindaco Francesco Gagliardi (Fratelli d’Italia) a chiedere al sindaco Vittorio Fiorucci un’immediata riunione d’urgenza della Giunta comunale ieri sera (mercoledì 7 gennaio) per analizzare lo scenario politico dopo lo scossone e anche il botta e risposta velenoso tra le ora due componenti della maggioranza.

La Giunta ha preso atto del nuovo quadro politico, che avrebbe colto di sorpresa lo stesso sindaco Fiorucci e Gubbio Civica, tra le fibrillazioni e tensioni che anche nello stesso esecutivo di Fiorucci vanno avanti da tempo. Il sindaco ha voluto scindere le vicende interne del Consiglio Comunale dall’attività della Giunta, ma è chiaro che dalla prossima seduta dell’assemblea qualcosa cambierà visto che questo nuovo gruppo diventa con quattro membri quello di maggioranza relativa (tre ciascuno ne hanno Fratelli d’Italia e Forza Italia, così come adesso la ridotta Gubbio Civica che ne aveva eletti sette, due la Lega più Fiorucci).

Tutti a chiedersi adesso cosa ci sia dietro la scissione di Gubbio Civica. Nancy Latini viene da sinistra ricordando le sue precedenti esperienze nel Pd (oltre al coinvolgimento diretto in attività del Comune come rivelato anche dall’assessore Micaela Parlagreco in un recente video) e Sandro Manca ha il fratello Giovanni che di cambi in corsa se ne intende per il passaggio dal Pd ai LeD per poi tornare nel Pd, mentre sorprende la scelta di Viviana Ceccarini che è entrata in Consiglio Comunale dopo le dimissioni, il 24 ottobre scorso, di Vittorio Tasso.

Qualcuno del nuovo gruppo Progetto Città ambisce a un assessorato? Si parlerà di rimpasto? Qualora vi sia questo tipo di rivendicazione e ambizione da parte di uno dei quattro, l’eventuale nominato in Giunta dovrebbe dimettersi da consigliere comunale e in quel caso entrerebbe Alfredo Minelli, presidente di Gubbio Civica che ha firmato con Robert Satiri il documento al vetriolo contro i quattro fuoriusciti.

Sulla vicenda hanno preso posizione i LeD (Liberi e Democratici) che oggi sono minoranza e si sono dimenticati evidentemente di quando la coalizione di Stirati era soggetta alle “transumanze” da un gruppo consiliare all’altro, ricordando per esempio la fuoriuscita dagli stessi LeD di Riccardo Biancarelli, Alessandro Brunetti (ora passato con la destra) e Rita Cecchetti poi nominata assessore che nel gennaio 2021 fondarono Democratici per Gubbio.

“Ci avevamo visto giusto – scrivono testualmente i LeD -, forse non immaginavamo fino a che punto. Quando ieri i Liberi e Democratici hanno parlato di un’azione amministrativa disorientata, non pensavano che nel giro di poche ore quel giudizio sarebbe stato confermato in modo così evidente da una frattura profonda all’interno della maggioranza che governa Gubbio. L’uscita di quattro consiglieri da Gubbio Civica e la nascita del nuovo gruppo Progetto Città non è un semplice riassetto interno, né può essere archiviata come fisiologica dialettica politica. È il segnale di una coalizione fragile, tenuta insieme più da interessi che da una visione condivisa e da una leadership capace di governare le differenze. Le due comunicazioni diffuse raccontano versioni opposte e inconciliabili. Ma al di là delle accuse reciproche, ciò che emerge è un dato politico preciso: il Consiglio comunale, anziché essere il luogo della sintesi e della guida politica, è diventato il teatro delle contraddizioni irrisolte di chi governa. In questo quadro non può non colpire il ruolo di chi, oggi, pretende di impartire lezioni di etica e coerenza. Il presidente del Consiglio comunale, Mattia Martinelli, e il capogruppo di Gubbio Civica, Robert Satiri, si presentavano come i promotori del “nuovo corso”, di una politica diversa, di azione e concretezza. A distanza di diciotto mesi, il risultato è sotto gli occhi di tutti: nessuna decisione e immobilismo totale a causa di una maggioranza spaccata, un gruppo consiliare disgregato e un Sindaco sempre più isolato anche rispetto a chi avrebbe dovuto sostenerlo con lealtà. Colpisce ancor di più che proprio chi oggi parla di “tradimento del mandato elettorale” dimentichi con sorprendente disinvoltura il proprio passato recente. Martinelli, nel 2023, ha già messo in scena dinamiche analoghe, contribuendo alla rottura di un gruppo consiliare e portando con sé altri consiglieri. È legittimo chiedersi, allora, con quale autorevolezza politica e con quale coerenza morale si possano oggi esprimere giudizi tanto duri verso comportamenti che egli stesso ha praticato. La verità è semplice: l’arroganza non costruisce buon governo e per amministrare non bastano protezioni forti e mediatiche! Scorciatoie politiche, liste improvvisate e un sindaco scelto a tavolino (o in agriturismo!) insieme all’illusione di poter cambiare Gubbio senza avere una visione solida e condivisa, hanno prodotto esattamente ciò che avevamo previsto: instabilità, conflitti interni e una guida cittadina sempre più debole. Non è un caso se oggi il Sindaco, che per primo si presentava come civico (in certe occasioni pubbliche quasi di sinistra!), appare distante, quando non apertamente insofferente, proprio verso quell’asse politico che avrebbe dovuto sostenerlo e orientarne l’indirizzo. Avevamo detto che l’azione della Giunta appariva disorientata. Oggi dobbiamo aggiungere che quel disorientamento riguarda non solo l’azione amministrativa, ma la stessa tenuta politica della maggioranza e questo ha nomi, responsabilità e una storia precisa. Non nasce per caso, ma da una gestione politica prepotente, autoreferenziale e incapace di fare sintesi. Gubbio ha bisogno di chiarezza, di responsabilità e di una guida solida. I Liberi e Democratici continueranno a svolgere il proprio ruolo con serietà, senza strumentalizzazioni, ma con la fermezza necessaria a difendere il Consiglio comunale come luogo di confronto vero e a chiedere alla maggioranza, tutta, di dire con chiarezza agli eugubini dove sta andando e perché. Perché oggi, più che mai, la sensazione è che non lo sappiano nemmeno loro”.