Per il secondo anno consecutivo la giovane eugubina Gloria Chiocci è stata inserita tra le Unstoppable Women 2025 di StartupItalia.
Non si tratta di una classifica, ma di un osservatorio in costante movimento che negli anni ha raccontato storie di imprenditrici, ricercatrici, Ceo, manager e founder che ogni giorno lavorano per far crescere, migliorare o risolvere sfide reali della quotidianità.
“Essere parte di questa community – dice Gloria Chiocci – è per me un grande onore e una spinta a continuare a portare avanti, con UXforKids & Teens, la missione di rendere l’educazione digitale più inclusiva, accessibile e sostenibile per le nuove generazioni. Grazie a StartupItalia e a Chiara Trombetta per far conoscere ogni anno tante professioniste dal valore immenso”.
Ogni anno a metà agosto questa lista mette in luce le storie di donne che stanno facendo la differenza in settori delle professioni. È un’occasione per riflettere su quello che le donne hanno raggiunto e anche su quanto c’è ancora da fare per superare barriere e pregiudizi che ancora oggi limitano il loro accesso a posizioni di leadership.
“In Italia, le imprese guidate da donne – osserva la giovane eugubina – sono una su cinque, un dato che ci ricorda quanto sia urgente un cambiamento. Nel mondo delle startup, la crescita delle iniziative al femminile è lenta e ancora ostacolata da barriere culturali e strutturali. E anche a livello europeo, la percentuale di aziende con una Ceo donna è ancora molto bassa.
Il percorso verso una parità reale è ancora lungo ed è fondamentale continuare a raccontare queste storie, non solo per ispirare altre donne, ma per promuovere un nuovo modo di intendere la leadership, inclusivo e aperto a tutti. Unstoppable Women non è solo una celebrazione dei traguardi già raggiunti, ma un impegno a creare una community dove condividere storie, ispirarsi e supportarsi a vicenda. Questo percorso di cambiamento richiede il coinvolgimento e il supporto di tutti, uomini e donne insieme, per abbattere le barriere che ancora resistono. Credo fermamente che solo collaborando tra diverse professionalità e generazioni possiamo costruire un futuro in cui la leadership al femminile non sia più un’eccezione, ma una norma”.
“I numeri – evidenziano i promotori – riflettono una realtà incerta. I dati di Unioncamerei dicono che nel 2022 le aziende femminili erano un milione e 342mila, pari al 22,18 per cento delle imprese in Italia. Uno scenario che mette il Paese in coda rispetto alle altre Nazioni dell’Unione Europea che registrano una percentuale media intorno al 32 per cento di imprese guidate da donne. Le startup sono in leggera crescita: alla fine di settembre 2022 erano 2.000 le startup innovative al femminile, un aumento di 572 rispetto allo stesso periodo nel 2019. Negli Stati Uniti il 71 per cento delle startup non annovera nemmeno una donna all’interno del proprio consiglio di amministrazione e il 57 per cento delle startup non vede la presenza femminile in alcuna delle posizioni dirigenziali. Guardando all’Europa, il 7 per cento delle aziende è guidata da Ceo donna e ancora oggi le donne (a parità di mansioni) guadagnano meno dei loro colleghi uomini. Eppure, l’aumento delle imprenditrici può rappresentare una leva potente. Il 38 per cento delle donne imprenditrici possiede una forza lavoro composta principalmente da altre donne, un dato che va dal 75 al 100 per cento. Non solo, recenti studi dimostrano che le startup fondate da donne hanno il doppio delle probabilità di ottenere investimenti rispetto a quelle fondate esclusivamente da uomini. Sono dati concreti che non possono essere ignorati se vogliamo dare alla narrazione femminile nel mondo imprenditoriale la profondità che merita. Per questo ogni anno stiliamo una lista (non completa e sempre in aggiornamento) di donne da seguire sui temi dell’innovazione in Italia: fondatrici, manager, attiviste, ricercatrici, ma non solo, negli anni la lista si è allargata sempre di più per approfondire e raccontare le tante storie di sportive, artiste, scienziate che si distinguono per il loro impegno e che troppo spesso vivono dietro le quinte e risultano invisibili. È fondamentale farlo senza cadere nell’illusione delle quote. Queste storie non devono essere filtrate attraverso l’ottica di stereotipi di genere, ma devono emergere come testimonianze autentiche di competenza, leadership e impatto. Questo approccio richiede una profonda comprensione di questa sfumatura perché il racconto delle donne al potere deve riflettere la loro forza senza compromessi e la loro influenza reale nella società”.


































Lascia una Risposta