Goffredo Fofi, l’ultimo saluto al cimitero cittadino prima della tumulazione

Goffredo Fofi

L’ultimo saluto all’intellettuale eugubino Goffredo Fofi è stato dato questa mattina (domenica 13 luglio) presso il cimitero cittadino con una cerimonia prima della sepoltura prevista nella giornata di domani. Fofi, scomparso in un ospedale romano venerdì scorso, 11 luglio, era nato a Gubbio nel 1937 e la scorsa settimana si era rotto un femore a causa di una caduta. Dopo l’operazione stava iniziando il periodo di riabilitazione. È sempre stato legatissimo alla terra d’origine sebbene le esperienze lo avessero portato fuori Gubbio.

Diplomato al magistrale nell’ex monastero di San Pietro, lui amava definirsi di Ponte d’Assi e delle Case Popolari, i luoghi dei suoi genitori e della sua infanzia e gioventù. Aveva lasciato Gubbio subito dopo il diploma per iniziare il suo percorso tra la Sicilia, Torino, Roma, Milano, Napoli e Parigi. Tornava spesso a Gubbio, anche con altri intellettuali per rivedere la Festa dei Ceri, come nel 1970 insieme a Elsa Morante. Le immagini di quel giorno sono contenute nel film “Suole di vento- storie di Goffredo Fofi” in cui ripercorre la sua vita, le città dove ha vissuto (a cominciare da Gubbio), le attività sociali e politiche, gli artisti e intellettuali che ha incontrato. Oppure pochi anni fa quando a Gubbio era stato visto in compagnia insieme anche al regista Mario Monicelli.

A Gubbio però per molto tempo Fofi non voleva più mostrarsi in incontri pubblici. Aveva interrotto questa lunga pausa nel 2007 quando, sollecitato dal nipote Alberto Rocchi, partecipò insieme all’amico Piergiorgio Giacchè alla presentazione del terzo episodio della serie “Ricordi in bianco e nero”, documentario prodotto da Media Video a firma del giornalista Gianluca Sannipoli e dedicato alle immagini d’epoca della Festa dei Ceri.

“Quando vengo a Gubbio – disse quella sera Fofi al centro servizi Santo Spirito – mi sorprendo sempre a vedere nelle facce, chi è quello, chi era il padre, vedi le stirpi, capisci che quello stava a San Martino, l’altro a San Pietro. Quando in bicicletta mi fermavo per le campagne di Gubbio a chiedere un bicchiere d’acqua mi chiedevano De chi sete? e io dovevo dire chi ero, qual era la mia stirpe. ‘Sono ‘l fio de Rigo de Cacagnozzo e de l’Olga dei Zoppi. E allora mi davano anche un bicchiere di vino’. Però molte volte mi chiedevano anche Chi portate? Chi piate? A quale Cero appartenete?