Goracci ricorda sui social l’arresto del 14 febbraio 2012: parla di “macchinazione”, ha sempre sostenuto che sarebbe finita bene ma ha voluto la prescrizione

Orfeo Goracci

L’ex sindaco Orfeo Goracci ha scelto i social per ricordare il 14 febbraio 2012, la data del suo arresto e di altri tra ex amministratori, dipendenti ed ex dipendenti comunali nell’inchiesta Trust. “In questo 14 febbraio 2026 per ricordare l’assurda – scrive -, incredibile, triste vicenda giudiziaria che mi ha coinvolto insieme ad altri “compagni di sventura” nel 2012, anche per simboleggiarne la chiusura, posto solo la canzone che mia figlia (anche lei vittima predestinata di quella assurda “macchinazione”) ha scritto per la vicenda”.

Goracci parla di “macchinazione”, però non spiega come mai ha voluto la prescrizione (una facoltà prevista dall’ordinamento giudiziario) dopo essersi professato sempre innocente e aver sempre sostenuto (sempre sui social) che la sua vicenda giudiziaria sarebbe finita bene accusando a turno magistrati, testimoni e chi ha sempre riportato per dovere di cronaca tutti i passaggi della storia e del processo di primo grado.

L’ex sindaco nel professarsi “comunista nudo e puro” non ha mai voluto rispondere alle domande di VivoGubbio sulla vicenda giudiziaria, compresa quella su come spiega che per un comunista la prescrizione non è assoluzione e andrebbe rimossa, salvo poi usufruirne per i reati più gravi dei quali è stato accusato dalla Procura della Repubblica di Perugia.

Goracci non ha mai preso posizione sulla personale decisione difforme da quella dei che lui chiama “compagni di sventura” che hanno deciso di andare fino in fondo e stanno sostenendo il processo di primo grado al tribunale di Perugia e che chissà come avranno preso la decisione di ricorrere alla prescrizione da parte del loro leader o riferimento all’epoca dei fatti, tra storie di potere, presunti favoristimi, sesso e molto altro.