Mai come stavolta il pareggio, oggi a Pineto (sabato 20 dicembre, ore 17:30), potrebbe essere graditissimo vista l’emergenza che condiziona Mimmo Di Carlo, senza i funamboli Minta e Djankpata, con Murru rimasto a casa, La Mantia, Carraro, Spina e Tentardini recuperati nel rebus autonomia, oltre a Conti squalificato. Al pareggio il Gubbio è praticamente abbonato, visti i 10 totali di cui 6 nelle ultime 7 giornate senza successi.
Il tecnico sa di essere in discussione, ma è altrettanto vero che il presidente Sauro Notari non è affatto entusiasta di richiamare eventualmente Gaetano Fontana sotto contratto e non pensa a un altro nome (da escludersi al momento il ritorno di Piero Braglia, sul quale pesa peraltro la parentesi negativa a Perugia più che la disavventura di Rimini). Si guarda alla lunga sosta, dopo questa trasferta, per recuperare tutti i giocatori: il Gubbio tornerà in campo solo l’11 gennaio a San Benedetto del Tronto (ore 17.30) per la seconda giornata del girone di ritorno, visto che la prima era prevista con il Rimini escluso.
Con le scelte pesantemente condizionate, si va verso il ritorno del 3-5-2 dopo la difesa a quattro vista nello 0-0 contro la Torres, di fronte agli abruzzesi di Ivan Tisci (in tribuna per squalifica: dovrebbe sostituirlo in panchina il vice Daniele De Vezze) reduci da 2 pareggi (l’ultimo il pirotecnico 3-3 ad Arezzo) in 4 turni con un punto. Di Carlo fa quadrato, chiamando a raccolta la squadra che copre di elogi e ponendosi da signore nell’ambiente come nel saluto natalizio giovedì sera (18 dicembre) al park hotel Ai Cappuccini alla cena degli auguri.
L’allenatore si è mostrato sereno e fiducioso anche incontrando al Barbetti, con visita all’impianto, gli studenti e docenti dell’indirizzo Scientifico Sportivo del polo liceale “Giuseppe Mazzatinti”, accolti dal dirigente responsabile del settore giovanile, Federico Mariotti, con il direttore sportivo Mauro Leo, l’attaccante Andrea La Mantia, il centrocampista Halid Djankpata e il capitano della Primavera già convocato in prima squadra Mattia Barizza, brillante studente dello stesso indirizzo liceale, mentre una delegazione guidata dal direttore generale Giuseppe Pannacci, insieme ai preparatori atletici Domenico Melino e Luca Palazzari, e i calciatori Andrea Signorini, Nicola Murru, Federico Carraro, Alessio Di Massimo e Nicolò Fazzi ha fatto visita ai bambini ricoverati nel reparto di pediatria dell’ospedale di Branca diretto dal dottor Guido Pennoni.
Oggi a Pineto arbitra Dario Madonia di Palermo, al sesto anno in Lega Pro e senza precedenti con i rossoblù.
Di Carlo va al sodo: “Recuperiamo i due squalificati Signorini e Podda. La Mantia sta molto meglio, anche Saber e Carraro. Sono tutte notizie positive rispetto alla settimana scorsa. Dobbiamo andare a Pineto ed essere combattivi contro una squadra aggressiva che sta bene. Dobbiamo vincere i duelli, loro sono una squadra che corre molto, chi vince i duelli e le seconde palle avrà più possibilità di vincere la gara”.
Pericolo Bruzzaniti: “Bisogna raddoppiare, anche se quando viene raddoppiato trova comunque il modo di metterti in difficoltà. È un giocatore importante: lo scorso anno ha fatto un campionato eccezionale e quest’anno lo sta ribadendo. È pronto per una categoria importante, se lo merita. Oltre a lui c’è tutto il Pineto. Sono molto aggressivi e, quando fanno il blocco basso, sono pronti a ripartire in transizione. La stiamo preparando bene, ma voglio qualcosa in più rispetto a quanto fatto nell’ultimo periodo. Nelle ultime 8 partite abbiamo ottenuto 6 pareggi, una vittoria e una sconfitta: dobbiamo fare sicuramente qualcosa in più. Il focus va messo sul Pineto e su di noi. La strada è lunga, gli obiettivi sono ancora tutti aperti. Bisogna cercare di serrare le fila, recuperando i giocatori che sono fuori e metterli nelle condizioni di fare il campionato che possiamo fare. Siamo a 3 punti dai playoff e a 5 dai playout. Dobbiamo fare qualcosa in più: è una partita fondamentale sotto l’aspetto dell’atteggiamento e della prestazione. Dobbiamo lavorare su noi stessi”.
Il gioco: “Bisogna alzare l’intensità e giocare più verticali, cosa che ultimamente stiamo facendo meno. Nelle ultime 2 gare abbiamo fatto meno sotto l’aspetto del gioco. La sosta? Non giocando il 3, per noi diventa un calendario difficile, ma abbiamo un ottimo gruppo. È una squadra che non molla mai, nelle difficoltà mettono cuore, ma dobbiamo fare qualcosa in più, ritrovando lo spirito e i giocatori. Questo Gubbio, con tutto il gruppo a disposizione, è stato sempre combattivo e sul pezzo, con un po’ di rammarico e qualche errore fatto da noi per non aver colto quelle vittorie che servivano per avere una classifica migliore. Mi aspetto una classifica migliore e di recuperare tutta la squadra per cercare di fare un girone di ritorno con più voglia, determinazione e soprattutto compattezza. Serve essere combattivi e crederci: l’allenatore c’è, il gruppo pure, bisogna fare risultati. Lo si fa attraverso il lavoro e la condizione. Mi aspetto una gara difficile e impegnativa, ma anche un Gubbio che vada lì con la mentalità giusta”.
Gli infortuni: “È la prima volta che mi succede da quando alleno. Abbiamo fatto la nostra analisi, per recuperare i giocatori all’ultimo momento poi ne abbiamo persi due o tre. La partita con la Pianese, persa in dieci contro undici, e il pareggio con la Torres, sotto l’aspetto del cuore dei ragazzi, vanno solo elogiati perché eravamo in difficoltà. Ci siamo allenati poco in 15 giorni, ora ci siamo allenati un po’ di più ma non possiamo neanche andare troppo. Rientrando i giocatori abbiamo più compattezza. È inutile guardare troppo indietro, non voglio alibi: questa è la squadra e con questa squadra faremo il meglio possibile”.







































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