L’Ispettorato del lavoro è tornato a palazzo Pretorio per occuparsi nuovamente della Gubbio Cultura e Multiservizi Srl, la società che ha il Comune come unico socio al 100 per cento delle quote.
La gestione degli ascensori è al centro degli accertamenti con qualche situazione finita sotto la lente d’ingrandimento.
La società partecipata, che vede il commercialista Paolo Rocchi amministratore unico nominato a suo tempo dall’ex sindaco Filippo Mario Stirati con incarico fiduciario e per ora al suo posto anche con la Giunta Fiorucci, nonostante gli strali sulla società lanciati per cinque anni come consigliere comunale di minoranza da Filippo Farneti attuale assessore al Bilancio, gestisce gli ascensori con appalto a tempo determinato, come del resto tutti gli altri servizi comunali. Viene utilizzato per gli ascensori il personale con partita Iva, oltre a un’addetta inserita in quel settore dopo aver vinto il contenzioso legale a seguito del licenziamento dal servizio dei parcheggi a pagamento passato di mano da Gubbio Cultura alla Sis di Corciano.
Il ricorso a dipendenti con partita Iva ha aperto grosse problematiche. Gli addetti agli ascensori emettono fatturazione mensile esclusivamente per la Gubbio Cultura e Multiservizi Srl e questo configura un rapporto che le norme non prevedono, trattandosi di rapporto di lavoro esclusivo e dunque configurabile come di dipendenza. Si potrebbe configurare una modalità aggirante le norme che prevedono per i dipendenti contributi e adempimenti economici dal peso ben diverso rispetto al ricorso a lavoratori con partita Iva.
C’è anche da considerare che questi addetti con partita Iva svolgono orari e turnazioni non stabiliti in proprio, come dovrebbe fare invece chi non è dipendente. In realtà questi addetti dipendono in tutto e per tutto dalla Gubbio Cultura e Multiservizi Srl che ne dispone come se fossero assunti nel proprio organico.
Si pone, inoltre, una questione delicata sulla funzione della Gubbio Cultura e Mulservizi Srl che ha oltre 20 dipendenti a tempo indeterminato, con contenziosi legali in corso per i licenziamenti dopo aver perso l’appalto dei parcheggi a pagamento passati alla Sis, e tutta una serie di figure che utilizza nella catena dei musei in gestione, la farmacia comunale e altre attività. Trattandosi di servizi appaltati e dunque a tempo determinato, in base a quali logiche fin dall’inizio e nel tempo ha proceduto alle assunzioni a tempo indeterminato?
Qualora dovessero essere messi a gara d’appalto tutti i servizi (come i parcheggi a pagamento) e dovesse non mantenerli, si ritroverebbe con dipendenti a tempo indeterminato inutilizzati nello specifico servizio. Questo è successo proprio con i parcheggi a pagamento, con due addette che hanno promosso il contenzioso legale una volta licenziate e una di loro, difesa dall’avvocato Francesco Gagliardi oggi vicesindaco, ha trovato il pronunciamento favorevole del giudice con il riassorbimento nell’organico.
La persona riassunta è stata dirottata al servizio ascensori senza avere alcun requisito o specializzazione che un’attività del genere richiede e non è chiaramente una sua responsabilità ma semmai, eventualmente, di chi ha deciso di assegnarla lì.




































Ci vuole una scienza a non capire che trattasi di parasubordinazione?
E adesso bisogna assumere tutti a tempo indeterminato pagando le differenze in tasse e contributi fatta salva la parità di stipendio, quanti sono in totale?
Questi sono sfruttatori. Un addetto agli ascensori con partita Iva? Me lo aspetterei da una giunta di destra ma dalla giunta di sinistra del Sindaco Stirati proprio no.