Gubbio Cultura Multiservizi, ci manca solo che il Comune venda la farmacia mentre tiene in piedi questa società in perdita continua

Breve storia triste della Gubbio Cultura Multiservizi Srl (interamente di proprietà del Comune) tenuta in vita con la canna del gas dopo l’ennesimo bilancio in perdita: 172mila euro nel 2024 e arrivando a fine 2025 si vedrà come saranno andate le cose nel 2025, anche se ha già messo le mani avanti l’amministratore unico Paolo Rocchi, che resiste a tutte le intemperie (nominato dalla sinistra con la scelta ad personam di Filippo Mario Stirati e tenuto da 15 mesi dalla destra di Vittorio Fiorucci nonostante gli strali dell’assessore alle Finanze Filippo Farneti quando era consigliere comunale di minoranza). Ci sarà un altro disavanzo, oltre a dover tenere conto di eventuali provvedimenti dell’Ispettorato del Lavoro con l’Inps sulla vicenda degli adetti agli ascensori con partita Iva ma trattati di fatto come dipendenti (tre fino a marzo scorso, ora due).

Per incantare e fuorviare si è posto l’accento sulla Farmacia Comunale che guadagna meno del previsto, ovviamente per il disastro gestionale del cantiere infinito di piazza Quaranta Martiri. Ma anche gli incassi dai musei sono in calo e questo vuol dire che il turismo non va come dovrebbe e i numeri che vengono sbandierati sono sempre su scala regionale e non locale (fateci caso) perché non si ha il coraggio di dire che Assisi traina, gli altri comprensori tengono e Gubbio arranca anche per la politica dei cantieri tutti assieme che paralizzano la città e mortificano il suo centro storico.

Ora la Gubbio Cultura Multiservizi è a un bivio: ricapitalizzare (vedendo eventualmente come perché “Comune Pantalone” paga sempre ma a tutto c’è un limite), liquidare, cedere in parte. Ci sono i dipendenti e i collaboratori che tremano, ormai abituati a stare aggrappati al carrozzone pubblico per quanto distaccato fin dai tempi di chi l’ha inventata per assumere gente senza concorso pubblico per titoli ed esami ma con semplici colloqui o graduatorie utilizzate ad hoc.

L’assessore Farneti ha detto che in un mese massimo due andranno prese le decisioni campali non più rinviabili. Farneti, che da consigliere comunale di minoranza ha denunciato e fatto esposti sulla situazione della società partecipata, non ha alzato di fatto un dito, insieme a Fiorucci che si è tenuto la delega come aveva fatto il predecessore Stirati, e sono passati 15 mesi dall’insediamento dell’attuale Giunta.

C’è poi la storia dei consiglieri comunali che hanno parenti e affini che lavorano nella Gubbio Cultura Multiservizi e partecipano tranquillamente ai lavori di Commissione e Consiglio Comunale arrivando perfino a votare favorevolmente il bilancio in presenza di un potenziale conflitto d’interesse (il consigliere comunale Rocco Girlanda ha annunciato una segnalazione al prefetto).

Ci sono segnalazioni, esposti e denunce. C’è chi invoca l’intervento della magistratura ordinaria e contabile per studiare approfonditamente la storia di questa società, con tutti i risv9lti in termini occupazionali e di utilizzo, fino alle storture perché il personale spesso agisce come se non avesse un responsabile o un regolamento sulla buona condotta. Questa storia potrebbe montare come la panna, però acida.