Da Finardi ai Coma_Cose passando per la valorizzazione del territorio: il Gubbio Doc Fest, si è concluso a tavola, ieri domenica 31 agosto, con una cena degustazione tra tradizione e innovazione con 250 partecipanti tra staff e cittadinanza. Bilancio positivo per l’undicesima edizione del festival con più di cinquemila presenze complessive. La manifestazione che ha saputo fondere musica, arte e promozione del territorio, culminando in una speciale cena di degustazione dal titolo “Sapori del territorio: tra tradizione e innovazione”, che ha celebrato lo spirito di comunità e il prezioso lavoro dei volontari, artefici del successo di ogni evento in calendario.
Il festival, che ha animato la città dal 3 al 31 agosto, ha offerto una vasta varietà di appuntamenti tutti legati dal fil rouge della valorizzazione e promozione del territorio. Nelle sue giornate clou dedicate alla musica, ha ospitato tre grandi nomi della musica italiana: l’indimenticabile Eugenio Finardi (giovedì 28 agosto), l’artista emergente Coca Puma (venerdì 29 agosto) e il duo sanremese dei Coma_Cose (sabato 30 agosto). A chiudere l’evento è stata la tradizionale cena di degustazione, un momento di festa che ha riunito lo staff e la cittadinanza, per un totale di 250 adesioni. L’evento gastronomico, tenutosi per la prima volta lungo via Baldassini, è stato un dialogo tra tradizione e innovazione culinaria eugubina.
Protagonisti della serata l’Università dei Muratori, custode della tradizione gastronomica locale che negli anni ha vantato collaborazioni anche con Giorgione, Andy Luotto e il ristorante Borgo Santa Cecilia con lo chef Alessio Pierini, espressione della cucina umbra contemporanea. Un’edizione tutta all’insegna della territorialità. La serata è stata inaugurata alle 19 da uno showcooking dedicato alla panzanella contemporanea, con lo chef Alessio Pierini che ha mostrato come applicare il concetto di “zero spreco” anche alla cucina tradizionale.
Alle 20 i partecipanti si sono potuti accomodare sui tavoli in via Baldassini e dopo i saluti istituzionali e una breve spiegazione del menù, il percorso gastronomico vero è proprio ha preso il via con una selezione di dieci finger food. A seguire, sono stati serviti due piatti
principali: i maltagliati al ragù di cortile e il maiale stagionato alla griglia, per concludere con una crostata.
L’esperienza culinaria è stata arricchita da un’atmosfera conviviale e dinamica, accompagnata da un sottofondo musicale. Presente anche la delegazione di Gubbio dell’Associazione italiana sommelier (Ais), che ha selezionato i vini: un bianco, un rosato e una bollicina, e il
cocktail bar di Martintempo che ha preparato drink dai sapori freschi e ricercati.
A chiudere la serata le parole di Davide Vagnarelli, storico membro dello staff del Doc, che ha dedicato una riflessione alla manifestazione: ”Personalmente, credo che la vera creatività stia nel riuscire a vedere cose che gli altri non vedono, dando costantemente nuovi significati
a qualcosa di già conosciuto”.
Questa edizione del Gubbio Doc Fest – evidenzia una nota dell’organizzazione – non è stata solo una rassegna di eventi, ma una vera e propria celebrazione della comunità e del ruolo dei suoi volontari. Il loro impegno, la loro passione e il loro spirito di sacrificio sono stati fondamentali per la riuscita della manifestazione, rafforzando il legame tra il festival e la sua città. Lo staff del Gubbio Doc Fest ha voluto ringraziare l’Amministrazione Comunale, sponsor, cittadini, tutte le attività commerciali e le associazioni che hanno reso possibile la realizzazione dell’evento che tornerà nel 2026.







































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