Gubbio, Mauro Leo orgoglioso dei giovani e consapevole che il girone è più tosto: “Firmo per una salvezza tranquilla, completeremo la squadra”

Mauro Leo, direttore sportivo del Gubbio

Mauro Leo non stacca gli occhi dalla nuova squadra che nasce, cerca la sua identità e va completata. Il direttore sportivo sa che il Gubbio riparte dall’ottavo posto della stagione scorsa illuminata dai quattro derby senza sconfitte con la storica prima vittoria al “Curi” e il colpo al “Liberati”. Ha parlato a Il Messaggero, nell’edizione umbra di lunedì 10 agosto.

Leo, cosa vede voltandosi?

“Un percorso molto faticoso con tante difficoltà, proprio per questo ci siamo goduti le soddisfazioni che non sono mancate. Nessuno ci ha regalato nulla. Potevamo anche fare di più, ma gli infortuni ci hanno frenato. Siamo rimasti contenti e ci portiamo dietro quanto di buono è venuto fuori”.

Quello che vorrebbe rivedere?

“Intanto non vorrei rivedere gli infortuni, al completo avremmo espresso tutto il potenziale. Vorrei vedere lo stesso spirito di gruppo, l’aver preso gli uomini giusti con il lavoro dell’allenatore. Gubbio dev’essere una grande famiglia, l’unità d’intenti ci ha permesso di costruire le vittorie. Ripartiamo dalle persone, dagli uomini”.

Firmerebbe subito per quale piazzamento?

“Una salvezza tranquilla. Lo dico perché vedo un girone più competitivo con il livello che si è alzato. Non dev’essere scontato per Gubbio, che da tanti anni è in Serie C come motivo d’orgoglio. Bisogna essere realisti, pensando pure che ci sono squadre importanti che scompaiono o scendono di categoria. Ci vuole pazienza”.

A che punto è il Gubbio che ha in mente?

“Stavolta siamo più completi in partenza, rispetto a un anno fa, con il 75 per cento del gruppo rimasto. Ci mancano quattro giocatori, ossia un portiere e tre di movimento, per arrivare a 23 in rosa. Vedremo i ruoli, forse uno per reparto. Valuteremo con il mister che ci farà capire cosa serve”.

Per Marson e Ferrini, in prova, quante possibilità di contratto?

“Prenderemo una decisione a breve. Siamo riconoscenti a questi ragazzi che sono venuti mettendosi in gioco”.

A centrocampo puntate soprattutto su Di Noia, Tascone o Toscano che è in ballo da settimane?

“Ci sono loro tre e altri due nomi. Dobbiamo vedere anche le aspettative dei giocatori, sia a livello di ambizioni personali che per le condizioni economiche”.

L’anno scorso Di Bitonto, per distacco il miglior giocatore rossoblù, lo considera il suo capolavoro nella scelta degli under?

“Sono contentissimo, non godeva in quel momento di particolare considerazione a Sassuolo. Non era tra i più quotati a livello Primavera. Noi lo volevamo per qualità, caratteristiche e mentalità, nella scelta siamo stati bravi e fortunati. Vale anche per Minta, Baroncelli e Bagnolini: si sono dimostrati tra i migliori under in C. Di Bitonto è determinato ad arrivare in alto, ha dato molto al Gubbio”.

Le fa piacere vederlo in campo col Sassuolo nelle amichevoli e pronto per passare all’Arezzo in Serie B?

“Molto, c’è qualcosa del Gubbio nella sua carriera. Ci proponiamo di fare altrettanto con i giovani di proprietà Cardascio, Barry, Cesari e Ghirardello, sperando che possano prendere il volo”.

Chi è il nuovo Di Bitonto?

“Troppo presto per dirlo, sono soddisfatto di quelli che abbiamo portato e non era facile. Abbiamo preso ragazzi dal potenziale di categoria superiore, considerato che ogni anno il livello della Primavera peggiora”.

Con il Sassuolo, visti gli arrivi di Barani e Cardascio oltre al ritorno di Minta, c’è un asse privilegiato?

“Ringrazio il loro direttore sportivo, Francesco Palmieri, per la partnership che ci inorgoglisce. Diamo anche un apporto a valorizzare il loro lavoro. Gubbio è un riferimento per gli emiliani, come lo sono per noi”.

Ci ha messo molto a convincere Pinato?

“Di Carlo lo ha allenato ed è stato un buon punto di partenza. Ottimo ragazzo, è bastato poco per trovarci quando arrivando ha conosciuto il nostro ambiente. Ci darà una mano. Il presidente Notari l’ha voluto fortemente e abbiamo chiuso subito”.