L’1-1 a Pontedera ha fatto classifica ma non ha fatto tanto morale perché considerato il minimo sindacale ottenuto contro l’ultima in classifica dopo una prestazione di luci e ombre tra scelte di formazione sorprendenti. Non è rimasto granché contento il presidente Sauro Notari, che ha preso questo risultato più che altro come una vittoria mancata e quindi un’occasione persa per riuscire a fare uno scatto più coraggioso in classifica.
Un punto in più o due in meno?
“Io dico un successo che ci manca. Peccato – ha detto Notari a Il Messaggero nell’edizione umbra di oggi, martedì 17 febbraio – perché avevamo la possibilità – confessa il patron – di prenderci il massimo». Notari spiega la genesi: «Il mister ha sorpreso tutti, me per primo, e non è la prima volta. Ha cambiato troppe volte la formazione e l’ha fatto pure a Pontedera, compreso il portiere. Non ci sto capendo niente, non so come ragiona anche se naturalmente l’allenatore è lui e io non lo faccio né lo devo fare”.
Sorpreso da cosa quando ha visto la lista?
“Da più scelte, ma giustamente decide lui. Mi ha sorpreso vedere Bagnolini nuovamente titolare e Minta lasciato fuori, ho visto troppa rivoluzione. Non abbiamo un’identità, non c’è una formazione base. Ogni partita ci sono novità per tutti”.
Iva Varone è la sorpresa più positiva?
“L’ho preso perché ne conoscevo il valore, è uno di spessore. Al completo il nostro è un centrocampo importante, ma se in generale ci permettiamo di tenere qualcuno in panchina allora è un’altra storia. Dovevamo vincerla, oggettivamente il Pontedera mi è sembrato modesto. Era una partita abbordabilissima. Per me dovrebbero giocare innanzitutto quelli sui quali contiamo per il futuro, vedi Krapikas rispetto a Bagnolini”.
Ha ritrovato Braglia.
“Un grande allenatore, mi è venuto a salutare e mi ha abbracciato. Avrà i suoi difetti, però a noi ha dato tanto e abbiamo un buon rapporto. Ci sono rimasto male quando ha voluto cambiare aria, andando a Campobasso. A lui ho concesso più cose che ad altri. Poi mi ha cercato più volte, ma non amo le minestre scaldate”.




































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