C’è un’importante impronta eugubina nell’altopiano pugliese delle Murge settentrionali, dove sulla sommità di una collina a 539 metri sul livello del mare è stato costruito nel tredicesimo secolo Castel del Monte, per volontà di Federico II di Svevia, imperatore del Sacro Romano Impero e re di Sicilia. Nella segnaletica fuori dalla fortezza si parla di Gubbio, facendo riferimento al mandato del 29 gennaio 1240 con il quale Federico II di Hohenstaufen proprio da Gubbio, ordinò l’acquisto di materiale da costruzione per il Castrum apud Sanctam Mariam de Monte, originaria denominazione del castello derivante dalla presenza di una vicina abbazia benedettina ormai distrutta.
Si trova nell’omonima frazione del comune di Andria, a 17 chilometri dalla città, nei pressi della località Santa Maria del Monte, inserito nel 1996 dall’Unesco nell’elenco dei patrimoni dell’umanità, con circa 200mila visitatori l’anno, fino a essere raffigurato sulla versione italiana della moneta un centesimo. Acquistato dallo Stato italiano nel 1876, il castello è oggi sede di mostre, concerti, conferenze e iniziative culturali.
Costruito direttamente sul banco roccioso, la forma e i contenuti simbolici sono fortemente connessi al ruolo imperiale, ma è anche espressione della poliedrica personalità di Federico II sovrano illuminato, appassionato di matematica, poesia, filosofia, astronomia, capace di anticipare le concezioni rinascimentali. Il castello è stato definito pietrificazione di un’ideologia del potere, manifesto della regalità tradotto in un materiale che resiste nel tempo, definito Stupor Mundi. Il numero otto e la forma ottagonale ne rappresentano gli elementi caratterizzanti. Attorno al cortile ottagonale si dispongono sia al piano terra che al primo piano otto sale a pianta trapezoidale, a formare un ottagono, sui cui spigoli si innestano otto torri di analoga forma.










































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