Gubbio è piena di problemi ma la politica si mette a discutere della delicata situazione mediorientale agitando la bandiera dell’appartenenza, con la sinistra che fa la sinistra (non potendo fare altro perché ha perso il governo della città dopo 78 anni) e la destra che è una finta destra ma insegue la sinistra per sudditanza psicologica. Non è bastata oltre mezz’ora di dibattito nell’ultima seduta del Consiglio Comunale, con la bocciatura dell’ordine del giorno tutto ideologico di Simona Minelli dei LeD, ex assessore alle varie ed eventuali della Giunta Stirati (sul quale si è espresso con l’appoggio il presidente dell’Avis Gubbio, Gabriele Damiani), perché oggi (lunedì 28 luglio) la maggioranza di Fiorucci se ne esce con un comunicato dal titolo “Cessate il fuoco a Gaza” annunciando un altro ordine del giorno che terrà occupato il Consiglio Comunale in una prossima seduta.
La destra fa anche un passaggio sulla bandiera palestinese esposta nella loggetta del palazzo dei Consoli evidenziando che non c’è stata alcuna autorizzazione. Come sono entrati i promotori di quell’iniziativa? Chi ha fatto entrare la bandiera? A queste domande la maggioranza, per ora, non risponde mentre ci sono segnalazioni-esposti sull’accaduto.
Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Gubbio Civica hanno firmato questo comunicato: “Chiarezza e responsabilità su un tema che merita unità e rispetto. In merito alla recente discussione in Consiglio Comunale sull’ordine del giorno riguardante il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, i gruppi consiliari di maggioranza – Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Gubbio Civica – ritengono doveroso fare chiarezza su quanto accaduto. L’ordine del giorno, presentato inizialmente dal gruppo di opposizione Liberi e Democratici, conteneva alcuni passaggi palesemente strumentali e divisivi, come la richiesta di esporre la bandiera palestinese. Un atto dal forte valore simbolico che rischiava solo di trasformare una tematica umanitaria e internazionale in una bandiera ideologica, a scapito della reale volontà di portare un messaggio di pace e vicinanza a tutti i civili coinvolti nel conflitto. Proprio per questo, la maggioranza aveva proposto una serie di emendamenti volti ad eliminare gli elementi divisivi, nel tentativo di giungere ad una posizione unitaria, essenziale, equilibrata e rispettosa del ruolo istituzionale del Consiglio Comunale. L’opposizione di sinistra ha scelto di rigettare gli emendamenti, preferendo arroccarsi su posizioni strumentali ed ideologiche, rinunciando così a un’occasione di vera condivisione. Per questo i gruppi di maggioranza consiliare hanno scelto di astenersi dalla votazione, pur avendo ribadito in aula, e non solo, la volontà di esprimere vicinanza al popolo palestinese e condanna per ogni forma di violenza contro i civili. A riprova della strumentalizzazione in atto, si segnala l’esposizione non autorizzata della bandiera palestinese sul palazzo dei Consoli da parte di alcuni soggetti, immediatamente elogiata da esponenti dell’opposizione. Un gesto che, oltre a non rispettare le regole istituzionali, dimostra quanto si cerchi di usare un dramma umanitario per fini politici. Per queste ragioni, i gruppi consiliari di maggioranza hanno ritenuto doveroso ripresentare un nuovo ordine del giorno, epurato da ogni riferimento ideologico o simbolico divisivo, per dare dignità e serietà a un tema che merita rispetto, sobrietà e unità d’intenti, coerente anche con l’azione svolta in tal senso dall’Unione Europea e del Governo italiano. Ci auguriamo che, su questo nuovo testo, il Consiglio Comunale possa finalmente trovare una convergenza ampia, il sostegno alla pace e alla tutela dei civili è proprio della politica, non del colore politico”.





































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