Dai social ammirazione per l’Albero e stroncato tutto il resto: Comune e Polizia Municipale sotto accusa

Vengono spesso demonizzati i social, ma quando usati con educazione, stile e con contenuti rispondenti al vero, sono una grande risorsa. Specialmente di questi tempi in cui la stampa spesso è dedita ad adulare il politico di turno, l’intervistato di turno, l’evento di turno tra ammiccamenti e “leccate” in ordine sparso, senza vedere altro per paura di raccontare tutto (per questo quella italiana occupa il 49° posto al mondo per libertà e schiena dritta).

Basta scorrere i social per leggere i commenti subito dopo (e anche nei giorni a seguire) sulla cerimonia di accensione dell’Albero di Natale più grande del mondo, ammirato e celebrato senza riserve ma stroncando tutto il resto, a cominciare dai rischi per la sicurezza e l’incolumità pubblica di cui non è importato praticamente nulla all’Amministrazione Comunale con l’inefficacia operativa della Polizia Municipale. Segnalazioni ci sono anche sull’impossibilità di un’ambulanza di muoversi, tanto da arrivare a fatica e tardivamente a intervenire per soccorrere una persona che aveva accusato un malore.

Un raduno carnevalesco finito nel peggiore dei modi: questo si scrive con le più disparate sfumature. Prendiamo qualche riflessione apparsa sui social che potrebbe servire per riflettere sul da farsi quando ci sono eventi particolari, al di là dei Ceri che ormai hanno il copione collaudato.

Ecco alcuni resoconti postati su Facebook:

“Una cosa vergognosa, la folla era accalcata intorno al palco per vedere lo spettacolo in attesa dell’accensione dell’Albero, senza nessuna via di fuga. L’accensione, annunciata in diversi orari, alla fine  ha costretto molti visitatori provenienti da lontano  a rinunciarvi perché troppo tardi. La chiesa di San Francesco chiusa ai pellegrini perché l’accesso non era possibile per i lavori in corso nella piazza antistante, come se non ci fossero altri periodi dell’anno. Per non parlare poi del servizio navette che  non sono state intensificate e non hanno rispettato un orario e nelle quali, in molti casi, non era possibile salire perché troppo affollate”.

“Io ero lì. Cose pazzesche. C’erano solo due vigili urbani. All’uscita gente ammassata, con 20 persone che si sono sentite male. Pazzesco. Gestito malissimo. Se invece avessero messo da una parte l’entrata e da una parte l’uscita forse sarebbe stati diverso. Persone che entravano ovunque  e spingevano. Non  si respirava. Mai vista una festa male organizzata così. Bellissima città ma poi basta!”.

“Venuti da Rimini, non ho visto un vigile urbano dirigere il traffico congestionato. Per un evento del genere bisogna approntare un piano traffico speciale, come succede in tutte le città quando vi è una manifestazione o fiera importante, invece niente. Poi, il fatto di avere i lavori in piazza, con una piazza mezza  chiusa, ha peggiorato la situazione anche a piedi con l’esasperazione dei turisti e commercianti. Poi, dulcis in fondo, l’accensione ritardata, non so per quale motivo, così la gente invece di defluire aspettava immobile l’accensione, quindi in questi casi estremi bisognava anticipare l’accensione alle 17: 30 e non alle 18:30”.

“Ero presente per l’accensione: concordo, uno schifo. Per uscire  da Gubbio ci è voluto un’ora e mezzo. Gente comune improvvisata vigile urbano, con il rischio di prendere anche dei pugni.  Gubbio bella ma zero, vergogna”.

“Sono stato a Gubbio il 4 e il 5 dicembre soggiornando all’ Hotel Ducale la mattina seguente ho trovato una multa essendo io disabile mi avevano assicurato la stazione dei vigili urbani che potevo sostare accanto all’ albergo invece purtroppo non è stato così non mi era mai capitato in altre città una cosa del genere , mi dispiace molto ma Gubbio mi ha molto deluso e non per la multa, cittadina molto disorganizzata e mi pare che non vuole un turismo di qualità”.

Sauro Scarabotta, tornato dal Brasile per il periodo natalizio, ha fatto una completa ricostruzione: “Nonostante conoscendo il caos del traffico, vivendo a San Paolo del Brasile, un po’ per abitudine un po’ per il freddo ho deciso verso le ore 17 di avvicinarmi al centro. Quando venendo dal viale della Rimembranza mancava poco per girare a sinistra, lasciandomi alle spalle l’arco di San Pietro, come per fortuna ‘paolocancellottiana’ (chi lo conosce sa di cosa è capace), un’auto che era parcheggiata esce proprio dinanzi a me. La volontà di approfittare in un giorno speciale e prevedibilmente caotico è stata irresistibile. Lascio là il “Pandino” e continuo a piedi, di vigili urbani nemmeno l’ombra, imbottigliamento e clacson a non finire. Continuo felice e spensierato con il dubbio se fosse stato meglio seguire l’accensione del più grande o del più piccolo. Siccome era ancora presto, vado a passeggiare in centro con non poche difficoltà soprattutto nello stretto della farmacia dell’ospedale. Stretto che a un certo punto é stato allargato dall’irruenza di alcune persone che vedevano lo spazio vuoto dall’altra parte e hanno pensato di alleggerire la tensione. Dopo le animate ed emozionanti accensioni, stanco ma felice, come il grande Armando de Biciglettone, ho deciso di rientrare a casa, passando per la piazza Quaranta Martiri. Ho visto un caos e mi sono sentito a San Paolo in giorno di Coppa del Mondo, mancavano le bandiere. Ho notato un signore con una paletta in mano e sorriso in volto, cercando di dirigere e organizzare un po’ il traffico alla fine della festa. Ho saputo questa mattina che era il generale della Guardia di Finanza, uno degli illustri invitati. Forse sarebbe stato meglio chiamare molti più soldati, oltre al generale, o magari vigili urbani dei Comuni limitrofi, come succede il giorno dei Ceri da molti anni, credo. Io comunque, dato che non ho gradi e neppure la paletta, ho deciso di dare il mio modesto contributo, pagando una contravvenzione per divieto di sosta. Siccome costa come una giornata e mezzo di parcheggio all’aereoporto internazionale di Guarulhos, non mi sono minimamente arrabbiato, come una signora che ho incontrato al Comando che era inviperita per essere stata multata in piazza mentre stava scaricando la spesa per il compleanno di suo figlio. Concludo ringraziando l’Amministrazione Comunale tutta, iniziando dal primo cittadino amico, Vittorio Fiorucci, proseguendo con l’amico vicesindaco Francesco Gagliardi e tutta la Giunta per educazione. Concludo dicendo che peccato che le decine e decine di auto parcheggiate dappertutto non abbiano voluto contribuire, ma ognuno fa quello che può. Rivolgo anche un’attenzione speciale alla pericolosità accentuata di possibili investimenti dei pedoni costretti a camminare sulla strada, soprattutto per quelli incapaci di fare il salto delle automobili”.