Il progetto del museo degli Antichi Umbri, sotto gli Arconi, è l’ennesima follia lasciata in eredità dalla precedente Giunta Stirati, nella foga di pensare che la cultura si traduca in contenitori da riempire per poi essere scatole inutilizzate, come il museo della Civiltà Contadina a Cipolleto sempre chiuso e sconosciuto. Filippo Mario Stirati invece di pensare a valorizzare il complesso monumentale di piazza Grande ripulendo le facciate ormai sempre più annerite del palazzo dei Consoli ha preso finanziamenti e fatto mutui per operazioni molto discutibili, e Vittorio Fiorucci gli va dietro come fa praticamente dall’inizio del mandato, anche nel timore che i progetti non portati avanti possano suscitare l’attenzione della Corte dei Conti sul fronte di eventuali danni erariali.
Ora il progetto degli Arconi presenta risvolti che hanno suscitato reazioni forti, con l’uscita allo scoperto dell’Università dei Muratori che da anni ne ha fatto, d’intesa con il Comune, un luogo per banchetti e ritrovi con l’allestimento di una cucina. Il museo degli Antichi Umbri non prevede attività di ristorazione ma solo una caffetteria e questo sta creando problemi. Prevede lo spostamento degli spazi di preparazione e cottura dei cibi dalla sala attuale a quella adiacente detta di San Giorgio, dove verrebbe realizzata una caffetteria permanente e una cucina temporanea, da utilizzare prevalentemente nel periodo ceraiolo. Una possibilità che ha fatto scattare l’appello dell’Università dei Muratori che con il presidente Giuseppe Allegrucci si dice contraria questa prospettive, ritenuta non idonea a garantire le funzioni storiche e sociali che questo spazio ha avuto negli anni come un luogo di tradizioni e punto di aggregazione. Per spostare la cucina servono circa 200mila euro, che Fiorucci inizialmente aveva promesso salvo poi tirarsi indietro, ma il problema resta in quel caso la destinazione d’uso perché il museo non prevede l’organizzazione di banchetti con una vera e propria attività di ristorazione. Inizialmente il sodalizio ha sperato di mediare, non volendo aprire alcun contenzioso, ma vista la piega che sta prendendo la faccenda è insorto e il cerino rimane in mano a Fiorucci che non ha pensato di fermare l’operazione e convertirla con aggiustamenti (forse nel timore di controlli e potenziali risvolti).
Per questo l’Università dei Muratori ha scritto una lettera alla città, indirizzandola anche al sindaco Vittorio Fiorucci.
Cari Concittadini,
in risposta alla lettera di posta certificata inviataci dal Signor Sindaco in data 31/08/2025, il consiglio direttivo, ritiene doveroso mettervi al corrente di una situazione che riguarda un luogo simbolo della nostra identità eugubina: gli Arconi di via Baldassini.
Come molti sanno, presso gli Arconi è presente una cucina di proprietà della nostra Università, realizzata recentemente, che da sempre rappresenta non solo un supporto alle festività dei Ceri, ma anche un punto di riferimento per tutte quelle attività associative e comunitarie che esprimono la nostra socialità a 360 gradi, durante tutto l’anno, sempre e comunque dopo ovvio avallo dell’ Amministrazione Comunale stessa. Il progetto di riqualificazione prevede la trasformazione di tale cucina in una caffetteria permanente e di una cucina temporanea che verrebbe istallata nei periodi ritenuti validi. Nonostante la cucina sia di recente realizzazione, abbiamo dato fin dall’inizio la nostra disponibilità con spirito di collaborazione e apertura al dialogo, come testimoniano i numerosi incontri fatti tra le parti, in cui è sempre stata chiesta la disponibilità di spostare la cucina nell’ adiacente sala denominata di “San Giorgio” , rispondendo sempre in maniera positiva capendone le esigenze progettuali e non come si evince dalla lettera inviataci che è stata confermata l’impostazione generale e la coerenza con gli obiettivi condivisi. Abbiamo lavorato con grande impegno, cercando in tutti i modi di trovare soluzioni che potessero risolvere il problema, attraverso numerosi incontri tecnici e momenti di confronto. Tuttavia, nonostante gli sforzi congiunti e la volontà di mediazione, il risultato progettuale raggiunto non garantisce le funzionalità e le caratteristiche indispensabili per lo svolgimento delle attività storiche della struttura. È emerso chiaramente che non esiste un luogo alternativo in grado di assolvere al ruolo che la cucina degli Arconi ricopre per la nostra comunità. Siamo altresì consapevoli e grati dell’ impegno profuso dal Sindaco in prima persona, che si è adoperato con determinazione per apportare modifiche al progetto in modo da garantirne la fruibilità. Tuttavia, dopo attente valutazioni tecniche e logistiche, riteniamo che la struttura così come attualmente progettata non sia idonea a garantire le funzioni storiche e sociali che questo spazio ha sempre svolto. La cucina degli Arconi non è solo un luogo operativo, ma un contenitore di tradizioni, un punto di aggregazione insostituibile per la nostra comunità. Privare Gubbio di tale spazio significherebbe interrompere una continuità secolare di storia e di servizio, arrecando un danno culturale e sociale che la nostra Università non può accettare. In un passaggio della lettera viene evidenziato che questa nuova soluzione farebbe diventare questa struttura pienamente conforme alle normative vigenti, come se l’attuale non lo fosse, mentre siamo già in possesso ovviamente di tutte le certificazioni necessarie. Un altro punto fondamentale da ritenersi ovviamente assurdo è quando si dichiara che per la realizzazione di tale progetto “…è necessario reperire fondi per l’ allestimento, una voce autonoma e indipendente dal restauro architettonico in corso…”, in poche parole che si andrà avanti con la realizzazione lasciando un grande punto interrogativo sulla realizzazione della caffetteria/cucina. E’ possibile accettare un progetto che non da garanzia alcuna sulla continuità storica di questo luogo? A prescindere dalla potenzialità insufficiente ad oggi non viene garantita la realizzazione. Dove svolgeremo i prossimi appuntamenti Ceraioli? Per questi motivi ci vediamo costretti, nostro malgrado, a dichiarare la nostra totale contrarietà all’attuazione del progetto nelle modalità proposte. Ci impegneremo ad ostacolarne la realizzazione e a fare di tutto affinché tale patrimonio non venga disperso. Riteniamo fondamentale che la Città di Gubbio, insieme a tutte le realtà associative del territorio, venga resa partecipe e coinvolta in questa vicenda. È giunto il momento di condividere questa responsabilità e unire le forze per difendere un luogo che appartiene a tutta la Comunità Eugubina.





































E io che ho pensato si stesse progettando un’opera di consolidamento delle fondamenta con micropali, consolidamento delle mura portanti degli arconi e degli arconi stessi ….fortuna che a Gubbio cenno i ceri.
👍👍
Meglio….meno magnate e meno ‘mbriachi……ma non vedete che tutti c’hanno la trippa e il viso paonazzo??
200.000,00 euro per spostare una cucina???