Il No al Referendum mette assieme Pd, 5 Stelle, LeD, Avs, Pci, Città Futura, Anm, correnti della magistratura e perfino Cgil, Spi, No Css, Anpi e Articolo 21. Ammucchiata ideologica senza precedenti

È una formula mai vista prima, un’ammucchiata ideologica senza precedenti che il referendum fa uscire allo scoperto. In pratica un vero e proprio cartello elettorale, che riesce a fondere perfino la sinistra eugubina puntualmente divisa alle elezioni Comunali. Il cartello refendario potrebbe sentirsi motivatissimo per considerare questa la prima rivincita dopo la clamorosa batosta elettorale del 2024, marchiata LeD, che ha consegnato Gubbio alla destra (si fa per dire) dopo 78 anni di monocolore e dintorni.

Il No al Referendum mette assieme Pd, 5 Stelle, LeD, Avs, Pci, Città Futura, Anm, correnti della magistratura e perfino Cgil, Spi, No Css, Anpi e Articolo 21. C’è di tutto di più, dalla politica militante alla magistratura militante con i sindacati, i partigiani, i giornalisti e pure gli ambientalisti de no a tutto (puntualmente perdenti nelle sedi giuridiche dagli stessi magistrati).

Mancano solo i Socialisti, che sono per il Sì. Il Psi per ora si smarca, ma con tutta probabilità tornerà all’ovile con tutto il carrozzone della sinistra alla prossima scadenza elettorale e digerirà, come al solito in cambio di qualche strapuntino, anche quello al quale per esempio nel referendum si oppone. Le solite contraddizioni di una politica scarsa e dannosa.