Il nuovo gruppo consiliare Progetto Città scatena la reazione della sinistra che si è scordata di quando ha avuto le proprie “transumanze”

Palazzo Pretorio, sede del Comune di Gubbio

La sinistra, più o meno radicale, si lancia in giudizi e analisi sulla costituzione di un nuovo gruppo in Consiglio Comunale nella maggioranza di destra al fianco del sindaco Vittorio Fiorucci. Nessuno degli interventi affronta il vero problema della “transumanza” tra cambi di casacca e pure di schieramento che sempre più caratterizzano la politica italiana, anche nei centri di provincia come Gubbio. Forse perché alcuni degli stessi che analizzano e giudicano sono stati, in certi casi, a loro volta protagonisti di rottura con i propri partiti (in taluni casi, per esempio, per non pagare le quote previste dopo aver accumulato debiti col partito di riferimento) e cambi di casacca, inventandosi liste civiche localmente per poi mantenere il piede in un partito nazionale. La sinistra eugubina si è dimenticata delle proprie “transumanze” e delle campagne acquisti riuscite o tentate per garantirsi i numeri e mantenere il potere. Ora si lanciano nei sermoni che oggettivamente fanno sorridere.

Pubblichiamo integralmente gli interventi in ordine di diffusione di Gubbio Città Futura (con accanto Gubbio Partecipa non rappresentata in Consiglio Comunale), che segue come già avvenuto l’intervento dei LeD (prove tecniche di convergenza in prospettiva?), il Circolo eugubino di Sinistra Italiana, l’ex sindaco Orfeo Goracci e il Pd del segretario Michele Sarli (un altro che ha girato parecchio da un partito all’altro).

Coalizione Gubbio Futura (Gubbio Città Futura e Gubbio Partecipa): “Una spaccatura improvvisa nella maggioranza. La nascita improvvisa del nuovo gruppo consiliare Progetto Città, formato da quattro consiglieri eletti nella lista Gubbio Civica, apre una crisi politica evidente nella maggioranza che governa Gubbio. Non è solo una questione interna ai partiti: è un fatto che riguarda la stabilità dell’amministrazione e il diritto dei cittadini a sapere cosa sta accadendo. La posizione di Gubbio Civica parla di una scelta maturata senza alcun confronto, né interno né pubblico, ed è accompagnata da accuse pesantissime di tradimento del mandato, di ambiguità politica – si parla persino di un possibile “regista occulto”. Gubbio Civica ha perfino attaccato frontalmente il sindaco, accusandolo di non essere stato in grado di “tutelare e difendere l’unità della coalizione e riconoscere i veri valori di alcuni suoi membri”. Accuse gravi che non possono restare senza risposta. Sono parole gravi, che non possono restare sospese e che delineano un quadro a tinte fosche. Il sindaco ha dichiarato pubblicamente di non essere a conoscenza di quanto stava accadendo. Un interrogativo politico serio sul ruolo del sindaco. Una dichiarazione che apre un interrogativo politico serio: o non dice il vero, oppure dimostra di non avere piena consapevolezza di ciò che accade nella sua maggioranza nonostante le ripetute avvisaglie e prese di distanza di alcuni suoi membri sia in Consiglio sia nelle commissioni. In entrambi i casi, si tratta di un fatto grave. Come Gubbio Futura raccogliamo e poniamo al Sindaco due domande sulle quali molti cittadini si stanno interrogando: che cosa intende fare? Gubbio oggi ha ancora un governo pienamente operativo oppure no? Una maggioranza spaccata e un sindaco indebolito. Le parole durissime di Gubbio Civica segnano un passaggio di rottura profondo, che va ben oltre una fisiologica dialettica interna alla maggioranza. Esse restituiscono l’immagine di un Sindaco politicamente indebolito, costretto a muoversi tra due gruppi consiliari ormai apertamente contrapposti, con il rischio concreto di un’amministrazione di fatto commissariata o paralizzata da veti incrociati. È su questo punto che la città merita una risposta chiara e pubblica: esiste ancora una maggioranza coesa in grado di governare, assumersi responsabilità e portare a termine le scelte necessarie, oppure Gubbio è entrata in una fase di instabilità permanente? I rischi concreti per il futuro della città. Questa crisi non è astratta. Rischia di bloccare la città in un momento in cui Gubbio ha davanti questioni decisive: la sanità territoriale, il futuro della Gubbio Cultura e Multiservizi, la conclusione di cantieri strategici come piazza Quaranta Martiri, via XX Settembre ed Edificio scolastico, oltre alla tutela del territorio da nuove forme di speculazione. Gubbio non merita scenari da romanzo giallo né giochi di palazzo. Merita serietà, trasparenza e responsabilità istituzionale. La richiesta: Consiglio comunale urgente. Per questo chiediamo la convocazione urgente di un Consiglio comunale: è l’unica sede legittima per fare chiarezza, ristabilire verità politiche e dire alla città se questa maggioranza è ancora in grado di governare. Una cosa è certa: la destra al governo di Gubbio, che prometteva una svolta epocale, è già al capolinea, con una maggioranza a pezzi che spinge la città nelle paludi dell’ingovernabilità politica”.

Circolo eugubino di Sinistra Italiana: “Progetto Città nasce in silenzio. E sul silenzio continua a contare. Quattro consiglieri comunali, eletti nella lista Gubbio Civica, hanno annunciato la nascita del nuovo gruppo consiliare Progetto Città. Una scelta maturata, a detta loro, per un’esigenza di autonomia e libertà politica. Ma è il portavoce di Gubbio Civica a ricordare che i cosiddetti “mal di pancia” non si sono mai manifestati in riunioni, dibattiti o sedi politiche: nessun confronto, nessuna spiegazione, nessuna coerenza. Secondo le stesse parole del portavoce di Gubbio Civica, se i quattro consiglieri oggi in rottura si fossero candidati con un’altra lista, non sarebbero mai entrati in Consiglio Comunale. A sostenerli, infatti, non è un consenso personale, ma la fiducia di migliaia di elettori che hanno scelto un progetto politico preciso, chiaro e alternativo. Non è una questione di forma, ma di etica politica. In questa cornice, colpisce l’imbarazzante silenzio del Sindaco Fiorucci, eletto proprio con la stessa lista. Nessuna parola su una frattura così evidente, nessuna presa di posizione. Un’assenza che ci lascia perplessi. Non vorremmo pensare che dietro questa operazione ci sia proprio lui. Ma ciò che oggi preoccupa davvero è che questi quattro consiglieri – pur ribadendo il sostegno alla giunta – e quelli rimasti in Gubbio Civica diventano l’ago della bilancia della maggioranza. In pratica, una città intera rischia di essere governata da un equilibrio precario, determinato da un gruppo nato nel silenzio, senza legittimazione elettorale autonoma, ma con un peso decisivo su ogni votazione. La situazione è grave. E chi tace, acconsente”.

Orfeo Goracci: “È finita la luna di miele? Non ingigantisco e non sminuisco, ma dopo 18 mesi dal voto che il gruppo consiliare più numeroso sia quello nato da una scissione è cosa più unica che rara. Sono un osservatore che conosce un po’ la politica e le istituzioni, quanto successo è abbastanza sorprendente anche per i toni e le parole usate. Non sta a me sapere e giudicare se dietro ci sono critiche, appetiti e dimostrazioni di chi conta, mi sembra altamente probabile che in tutto o in parte questi aspetti ci siano. I prossimi giorni ci diranno. Intanto due considerazioni, secondo me inconfutabili, mi permetto di farle. La luna di miele per Fiorucci è finita da un po’, una data e un fatto simbolico li inquadro nella vicenda cucina presso gli Arconi, una cesura con il comune sentire di gran parte dell’eugubinità non gestita o mal gestita. Considerazione che ho espresso direttamente al sindaco. Abbiamo assistito a un alto livello di dilettantismo e scarsa preparazione sul piano politico e istituzionale. Va ricordato che in nessun campo si improvvisa; conoscenze, competenze ed esperienza valgono in tutti i campi certamente non meno nel gestire la cosa pubblica”.

Pd Gubbio: “La politica ritrovi la bussola, rimettendo gli interessi della città sopra quelli dei singoli. Il Partito Democratico di Gubbio prende atto della crisi che sta coinvolgendo la maggioranza di governo della nostra città ed esprime preoccupazione, rispetto alla difficoltà che questa potrebbe avere nel portare avanti le scelte che riguardano il futuro della nostra città. Una crisi che fa emergere i limiti di questa compagine politica, caratterizzata da evidenti profonde spaccature al proprio interno e diverse visioni politiche, forse incompatibili tra loro. L’azione amministrativa risente chiaramente di queste difficoltà, non riuscendo a produrre quel cambiamento auspicato da tanti cittadini che hanno riposto fiducia in questa coalizione. Il Pd non vuole entrare nelle dinamiche della maggioranza e tantomeno nelle manovre di palazzo, siamo invece interessati a confrontarci sui progetti e sulle idee per la nostra città. Per questo auspichiamo che la nascita del nuovo gruppo consiliare dentro la maggioranza di governo possa aiutare l’amministrazione a ritrovare le giuste priorità amministrative ricevendo maggiori stimoli, ridimensionando il peso di chi pensa a percorsi personali a discapito degli interessi generali. Crediamo che le priorità da affrontare a Gubbio, siano il lavoro e lo sviluppo economico, ricercando assiduamente idee e progetti per attirare investimenti in grado di creare nuove opportunità per riportare i giovani a sperare di realizzare un progetto di vita nel nostro territorio. Altrettanto importante è riorganizzare i servizi pubblici per aiutare chi è più fragile e ridurre le disuguaglianze, tenendo insieme la crescita con la coesione sociale. Ribadiamo pertanto la collocazione del Partito democratico all’opposizione di questa amministrazione e la volontà di continuare a promuovere iniziative e proposte per sollecitarla nel merito, cercando di realizzare le scelte necessarie al futuro di Gubbio. Invitiamo tutta la politica locale a ritrovare la bussola, rimettendo gli interessi della città al primo posto, abbandonando la visione a schieramenti contrapposti tipica delle tifoserie da stadio, ma poco utile all’affermazione della democrazia, che a nostro avviso si sostanzia nel confronto tra diverse visioni politiche nel merito delle scelte da fare. Per questo riteniamo giusta la proposta di rimettere questa vicenda nei giusti binari, quelli del confronto di merito, che si deve svolgere in primo luogo nella sede istituzionale del consiglio comunale, ma anche negli spazi democratici dei partiti. Il Pd porterà avanti in modo convinto questa visione e questo metodo, utile a perseguire gli interessi della comunità sopra quelli dei singoli”.