Il presidente dell’Avis, Gabriele Damiani, irrompe nella politica schierandosi con i LeD sull’ordine del giorno pro-Palestina

Gabriele Damiani, presidente dell'Avis Gubbio

Il richiamo della foresta politica per l’ex assessore socialista Gabriele Damiani dev’essere stato troppo forte, anche per il legame personale con l’ex sindaco Filippo Mario Stirati, che l’ha voluto assessore, e con l’attuale consigliere comunale Simona Minelli, con la quale ha condiviso gli anni in Giunta e alla quale è legato da consolidata amicizia.

Fatto sta che Damiani, dal marzo scorso presidente dell’Avis di Gubbio, ha deciso di esprimersi, definendosi sui social “osservatore della politica locale”, sull’ultima seduta del Consiglio Comunale: “È stato un peccato che non abbia approvato l’ordine del giorno presentato dai Liberi e Democratici sulla Palestina. Non perché avrebbe avuto un impatto concreto sulla risoluzione del conflitto, ma perché, quando tra cento o duecento anni emergeranno chiaramente i crimini del governo Netanyahu, che sta portando avanti un genocidio contro il popolo palestinese, gli storici, gli archivisti, i Fabrizio Cece del futuro avrebbero potuto testimoniare che la nostra città aveva preso le distanze da quel massacro, e che si era ispirata, come previsto dal nostro statuto, ai principi di pace e fratellanza. Le immagini dei bambini costretti a mangiare la sabbia per la fame, provocata da quel criminale, non bastano evidentemente a farci gridare la parola pace a ogni costo. Spero in un ripensamento, perché la Memoria va costruita, non solo celebrata”.

Una posizione politica chiaramente schieratissima e marcata, vista dalla parte dell’ultrasinistra nella delicata e controversa questione mediorientale al netto del facile superficiale buonismo politico. Sorprende che l’intervento pubblico tutto politico, al di là di passarlo come opinione personale, venga fatto dal presidente di un sodalizio come l’Avis (Associazione volontari italiani sangue) che nella parte fondativa specifica di essere “un’organizzazione apartitica, aconfessionale e senza scopo di lucro. Questo significa che Avis non è affiliata a nessun partito politico, non ha legami con alcuna religione e non mira a ottenere profitti”.

Sarebbe molto interessante sapere cosa pensano il presidente regionale Enrico Marconi e il presidente nazionale Oscar Bianchi di quest’uscita politica di parte e così ardita del presidente sezionale Damiani che non può circoscrivere la posizione assunta autodefinendosi “osservatore della politica” a un anno dall’aver assunto per lungo tempo ruoli politico-istituzionali.